Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

All’insegna della collegialità

· Festeggiati i novant’anni della Conferenza episcopale indonesiana ·

Jakarta, 7. Rafforzare la collegialità, lo scambio reciproco e il rapporto di collaborazione e amicizia che lega i propri membri, considerati come il vero “volto” della Chiesa cattolica oggi nell’arcipelago: è questo lo spirito che anima la Conferenza episcopale indonesiana, che celebra i novant’anni della nascita, fissata dal primo incontro ufficiale avvenuto il 15 e 16 maggio del 1924. Lo spirito di collaborazione non si limita a un generico rapporto fra diocesi. Al contrario, esso si concretizza nell’invio “in missione” di sacerdoti da alcune aree ricche di vocazioni (come Giava e Sumatra) verso altre, come Papua, dove il numero dei sacerdoti è insufficiente a coprire i fabbisogni di comunità sparse per chilometri, spesso in zone remote. I vescovi — riferisce AsiaNews — hanno voluto ricordare i novant’anni di vita della Conferenza episcopale senza particolari fanfare o celebrazioni, ma rilanciando il desiderio comune di collegialità, dando così ulteriore prova di una Chiesa “unita” a fronte di un territorio vasto e frammentato.

Intervistato da AsiaNews, l’arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, nunzio apostolico in Indonesia, ha spiegato che la nunziatura e la Konperensi Waligereja Indonesia (Kwi) hanno «compiti diversi, ma un obiettivo comune, e collaborano in molti modi». Il presule ha auspicato che questa collaborazione «si sviluppi sempre più» per la missione della Chiesa in Indonesia e nel mondo.

Monsignor Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e attuale presidente della Conferenza episcopale indonesiana, ha sottolineato che l’amicizia e le buone relazioni fra i vescovi sono il vero “volto” della Chiesa locale. Un’amicizia che emerge anche dalla forte collaborazione e dall’aiuto reciproco fra i presuli, in particolare nello scambio di informazioni ed esperienze. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE