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Indicazione di metodo nella lotta contro gli abusi

· Il Papa ha incontrato le vittime ·

La strategia di rigore e trasparenza scelta dal Papa e dalla Chiesa nella lotta contro gli abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti e religiosi si arricchisce di una nuova indicazione di metodo. L'ha suggerita lo stesso Benedetto XVI nel penultimo giorno del suo viaggio nel Regno Unito, incontrando a Londra, nel pomeriggio del 18 settembre, prima alcune vittime e poi un gruppo di professionisti e di volontari che si occupano della protezione dei bambini e dei giovani in ambiente ecclesiastico.

Di una significativa «indicazione di metodo» ha parlato appunto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il gesuita Federico Lombardi, in un briefing tenuto domenica mattina a Birmingham. «Si parte — ha spiegato — dall’ascolto e dalla comprensione delle vittime». Quindi esaminati i delitti «si fa giustizia» e, successivamente, si cerca di creare un ambiente rinnovato nel quale «tali fatti non si ripetano più».

Rispetto ai precedenti viaggi negli Stati Uniti, in Australia e a Malta, la novità è che Benedetto XVI ha affrontato la spinosa vicenda non solo incontrando le vittime, ma anche, per la prima volta, chi lavora per la loro salvaguardia. In questo caso gli otto operatori della National Catholic Safeguarding Commission, guidata da Bill Killgallon, ai quali si è rivolto al termine della visita alla casa di riposo St Peter's Residence, nel sobborgo londinese di Lambeth.

Poco prima, aveva avuto luogo l'incontro con cinque vittime — quattro donne e un uomo — nella sede della nunziatura a Londra. Un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede ha riferito sabato che il Papa «si è commosso» ascoltando le loro storie, esprimendo «dolore e vergogna per le sofferenze loro e delle loro famiglie». Benedetto XVI ha anche pregato con le vittime, assicurando che «la Chiesa cattolica, mentre continua a mettere in atto misure efficaci per la protezione dei giovani, sta facendo tutto il possibile per verificare le accuse, per collaborare con le autorità civili e per consegnare alla giustizia il clero e i religiosi accusati di questi gravi crimini». Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi di interpretazione.

Il comunicato sottolineava poi che il Pontefice pensa soprattutto alle vittime degli abusi: per le quali ha pregato «come in altre occasioni, affinché possano sperimentare guarigione e riconciliazione e riescano a superare l'angoscia passata e presente con serenità e nuova speranza per il futuro».

Successivamente il Papa si è recato a Lambeth dov'è stato accolto dall'arcivescovo di Southwark, monsignor Peter Smith, dal cappellano della St Peter Residence Martin Lee, dalla superiora provinciale e da alcune suore della comunità delle Piccole sorelle dei Poveri. La struttura è infatti gestita dalle eredi spirituali di santa Jeanne Jugan. Fondata nel 1839 la congregazione religiosa è oggi presente in 32 Paesi. Tra i 76 anziani e moribondi assistiti nell'istituto vi sono anche una decina di sacerdoti e di religiosi. Dopo una breve preghiera nella cappella, il Pontefice si è recato nel teatro, dove oltre agli ospiti, erano presenti assistenti e volontari che se ne prendono amorevolmente cura, e il ministro della Sanità britannico.

Il Papa ha lasciato in dono un quadro in mosaico raffigurante san Pietro, ispirato a un dipinto della scuola di Raffaello. L'opera è stata realizzata dallo studio del Mosaico Vaticano.

L'argomento degli abusi è stato trattato dal Pontefice anche nel pomeriggio di domenica 19, quando si è congedato dai vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia — una cinquantina — nella cappella dell'Oscott College, luogo newmaniano e sede del seminario dell'arcidiocesi di Birmingham.

Benedetto XVI — che ha lasciato in dono un quadro in mosaico della Madonna Mater Ecclesiae per il seminario e due calici per le cattedrali di Southwark e di Liverpool — ha percorso il lungo corridoio in cui solevano passeggiare e conversare John Henry Newman e il vescovo di Birmingham dell'epoca. Non è priva di significato la scelta di questo seminario per ospitare l'incontro tra il Papa e l'episcopato britannico: fu proprio qui infatti che nel 1852, i vescovi del Paese si riunirono per la prima volta dopo la ricostituzione della gerarchia cattolica. In quella occasione Newman pronunciò uno dei suoi più celebri discorsi: The second spring, la seconda primavera. Un auspicio.

I discorsi di Benedetto XVI

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