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In India discriminazione religiosa
anche fra i detenuti

· Secondo un rapporto del National Crimes Record Bureau ·

L’altissima presenza nelle carceri indiane di detenuti che appartengono alle minoranze socio-religiose è dovuto all’atteggiamento di chi prende di mira le fasce più vulnerabili della società. È quanto, nella sostanza, afferma Arun Ferreira, attivista cristiano per diritti dei dalit e dei tribali, commentando l’ultimo rapporto «Prison Statistics India» preparato dal National Crimes Record Bureau (Ncrb). Stando ai dati, nel 2012 il 28,02 per cento dei carcerati di tutto il Paese appartiene alla comunità islamica: una percentuale molto alta, dal momento che in India i musulmani rappresentano solo il 13,4 per cento della popolazione. La situazione è analoga per i prigionieri di fede cristiana: il 6 per cento dei detenuti su scala nazionale, nonostante solo il 2,3 per cento degli indiani sia cristiano.

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