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Tragedia indescrivibile

· Il principe Carlo d’Inghilterra sulle persecuzioni dei cristiani in Medio oriente ·

Londra, 5. Di fronte all’«indescrivibile tragedia» della persecuzione cristiana nessun leader religioso, specialmente musulmano, può far finta di niente e scegliere di restare in silenzio. È questo il senso del forte appello che il principe Carlo d’Inghilterra ha diffuso ieri in un messaggio registrato in occasione della pubblicazione del rapporto 2014 sulla libertà religiosa nel mondo. Ricerca, curata da «Aiuto alla Chiesa che soffre», dalla quale — come riferito nell’edizione di ieri — emerge chiaramente che i cristiani sono «la minoranza religiosa più perseguitata». Come dimostrato drammaticamente anche dall’ultimo cruento episodio di odio religioso verificatosi proprio nelle stesse ore in Pakistan, dove una coppia di giovani cristiani è stata arsa viva perché accusata di blasfemia.

Secondo l’erede al trono britannico, «gli eventi orrendi e strazianti dell’Iraq e della Siria hanno portato il tema della libertà religiosa e delle persecuzioni alla ribalta dell’informazione internazionale». Si tratta, appunto, di una «tragedia indescrivibile», perché «il cristianesimo è ora sotto attacco in Medio oriente, in un’area dove i cristiani hanno vissuto per duemila anni, convivendo pacificamente per secoli con popoli di altre fedi religiose».

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