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Incubo sequestri in Nigeria

· Novanta ragazze e ragazzi rapiti da Boko Haram ·

Le milizie di Boko Haram hanno catturato una novantina tra donne, ragazze e ragazzi in incursioni sferrate la settimana scorsa in villaggi dell’area di Damboa, a circa centocinquanta chilometri da Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno, considerato la loro roccaforte. 

Un villaggio devastato da Boko Haram (Afp)

I miliziani del gruppo, responsabili da cinque anni di migliaia di uccisioni di civili in attacchi e attentati terroristici, avrebbero tenuto sotto scacco per circa tre giorni gli abitanti dei villaggi e poi avrebbero distrutto le loro case, prima di ritirarsi portando con loro una sessantina di giovani donne e ragazze e una trentina di ragazzi, compresi alcuni bambini fra i tre e i dodici anni d’età. Negli attacchi, in particolare in quello al villaggio di Kummabza, sarebbero anche rimaste uccise una trentina di persone che avevano provato a opporre resistenza, comprese quattro giovani donne che avevano tentato la fuga al momento di essere portate via.

Un’altra quarantina di civili, in massima parte donne e bambini, sono stati uccisi in incursioni compiute la notte scorsa in due villaggi del distretto minerario di Sanga nello Stato di Kaduna. L’area è stata spesso presa di mira da Boko Haram, ma è soprattutto teatro di scontri sanguinosi tra estremisti di gruppi etnici dediti all’agricoltura, in prevalenza di religione cristiana, e pastori nomadi fulani, di religione islamica.

Tra le quotidiane violenze che lacerano la Nigeria torna dunque in queste ore anche l’incubo dei sequestri, a più di due mesi da quello di oltre duecento studentesse rapite il 15 aprile nel dormitorio del loro liceo a Chibok, sempre nel Borno, e delle quali si ignora ancora la sorte. Ieri, peraltro, si è appreso che otto di loro sono riuscite a fuggire dal luogo dove erano tenute prigioniere

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11 dicembre 2019

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