Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Incubo Falluja

· Senza cibo gli abitanti rimasti intrappolati nella città irachena rischiano di essere usati dai jihadisti come scudi umani ·

Opposizione siriana denuncia decine di civili uccisi nei bombardamenti a Idlib e a Raqqa

Si fa sempre più concreto il rischio di una catastrofe umanitaria a Falluja, la città irachena da alcuni giorni al centro dei combattimenti tra l’esercito regolare di Baghdad, supportato dalla coalizione internazionale a guida statunitense, e i jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Si calcola che siano almeno 50.000 gli abitanti rimasti intrappolati dalle violenze. 

Operazioni dell’esercito iracheno nei dintorni di Falluja (Reuters)

William Spindler, portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), ha detto che solo 3.700 civili sono riusciti ad abbandonare Falluja nell’ultima settimana. Mentre alcuni rapporti internazionali — citati dalla Reuters — confermano che centinaia di famiglie sono usate come scudi umani dai jihadisti. Lisa Grande, numero due della missione Onu in Iraq (Unami), ha riferito che «dai racconti delle persone fuggite abbiamo saputo che i civili intrappolati vengono ammassati nel centro, probabilmente con lo scopo di essere usati come scudi umani». E non solo. La stessa Grande ha denunciato che l’Is «usa i bambini come soldati». Chi ha lasciato la città parla di «una popolazione terrorizzata e stremata, ridotta a mangiare l’erba», dopo che i rifornimenti di cibo e di medicinali sono stati bloccati da un assedio governativo che dura ormai da nove mesi. Intanto, anche in Siria proseguono le violenze. E nel mirino ci sono sempre i civili. La notte scorsa — in base a quanto riporta la Reuters — decine di persone sono state uccise nei bombardamenti a Idlib. Mosca, accusata da più parti, ha decisamente negato qualsiasi responsabilità. Nel dettaglio, sarebbero almeno 23 i morti, tra i quali sette bambini, come riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (organizzazione voce dell’opposizione siriana) in quelli che definisce come «non meno di dieci raid su Idlib».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 giugno 2019

NOTIZIE CORRELATE