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Incubo a Dallas

· ​Cinque agenti uccisi da cecchini appostati durante una veglia per protestare contro gli abusi agli afroamericani ·

«La violenza contro le forze dell'ordine non può mai essere giustificata». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Varsavia per il vertice della Nato, ha commentato le violenze avvenute nella notte a Dallas. 

Poliziotti a Dallas negli istanti  immediatamente successivi all’attacco (Ap)

Quello che ha provocato, secondo gli ultimi bilanci, la morte di cinque poliziotti «è stato un feroce, calcolato e spregevole attacco» ha detto oggi Obama. «Gli agenti fanno un lavoro difficile, lo fanno in maniera encomiabile, dovremmo dare supporto, sostegno, perché la polizia ci protegge, e oggi la nostra attenzione e il nostro cuore è con le famiglie delle vittime». Sulla carta, doveva essere una manifestazione come tante altre organizzate negli Stati Uniti dopo l'ondata di proteste per l'uccisione di due afroamericani in Louisiana e Minnesota da parte di poliziotti. Alla marcia stavano partecipando almeno un centinaio di persone: sembrava una tranquilla serata estiva. Poi, all’improvviso, il delirio: raffiche di colpi di arma da fuoco sono esplose con fucili e pistole. Una dozzina di agenti è rimasta a terra: quattro sono morti sul colpo, altri sette sono stati portati d'urgenza in ospedale. Un quinto poliziotto, nonostante le cure, non ce l'ha fatta ed è deceduto in ospedale. Sono stati feriti anche due civili. I colpi provenivano da diversi cecchini appostati sui tetti e in strada. Le indagini sono tutt'ora in corso: si sta perlustrando il centro con ogni mezzo per cercare possibili bombe piazzate dai cecchini. Dallas è una città attonita, ferma. Non circolano bus né treni, lo spazio aereo cittadino è stato chiuso.

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14 dicembre 2019

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