Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tra incontro
e responsabilità

· Intervento del cardinale Aguiar Retes ·

 In Messico esiste una «frattura nel consenso dei valori» che va ricomposta. Una soluzione è fare «piccoli circoli» affinché le comunità possano condividere le loro esperienze. Non è più sufficiente, per i fedeli, andare a messa la domenica senza creare una «dinamica di incontro e tessere questa relazione intorno alla gente», con la quale, attraverso Dio, trovare «forza». Parole del cardinale arcivescovo di México, Carlos Aguiar Retes, che, conversando giorni fa con i giornalisti, ha parlato dei problemi del paese e delle sfide che attendono la Chiesa: «Siamo in un momento in cui è essenziale il rinnovamento ecclesiale» per avere una Chiesa «missionaria che non rimanga chiusa in un cerchio ma vada nei diversi ambiti della vita di una società», ha spiegato, citando l’espressione di Papa Francesco “Chiesa in uscita”. Per risolvere i problemi «sono necessarie convergenze, che tutte le parti si ascoltino e pensino a come affrontarli».

La corruzione è una piaga. L’unico modo per porvi rimedio è mettere i colpevoli di fronte alle proprie responsabilità, è contrastare l’impunità. Altrimenti, osserva il porporato, le persone possono diventare “fragili”: «Siamo tutti soggetti deboli che pecchiamo davanti alla cassa aperta. Tutti siamo stati tentati almeno una volta». Per questo, se non c’è alcuna «coscienza di porre di fronte alle proprie responsabilità, la tentazione e la corruzione prima o poi arrivano». Aguiar Retes ha poi ribadito «tolleranza zero» per quanto riguarda i casi di pedofilia all’interno della Chiesa, seguendo «completamente» le indicazioni del Pontefice. Esistono del resto già precise norme approvate dall’episcopato messicano per affrontare «questo male così grave». E sull’aborto il porporato ha citato le testimonianze di donne che sono passate attraverso questo dramma, osservando che l’85 per cento di coloro che abortiscono restano con un trauma per il resto della loro vita. «Che cosa è più forte, che il cardinale dica semplicemente “no all’aborto” o che presentiamo la testimonianza di queste donne davanti ai mezzi di comunicazione, che dicono cosa pensano dopo aver abortito?», chiede l’arcivescovo di México, aggiungendo che «è la società che deve essere consapevole di ciò che viene fatto». Occorre, per esempio, «muovere la coscienza sociale» riguardo altre questioni come la gravidanza fra le adolescenti, un problema che vede il Messico al primo posto tra le nazioni che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. All’origine — ha sottolineato — c’è «la pornografia in rete», fenomeno che nessuno controlla, pur essendo possibile.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE