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Incontro alle vittime
degli abusi

· In preparazione all’appuntamento di febbraio ·

Il comitato organizzativo dell’incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa, che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimi, ha compiuto costanti progressi nei preparativi per l’appuntamento. Una lettera inviata il 18 dicembre, relativa a tali preparativi, esorta tutti i partecipanti a seguire l’esempio di Papa Francesco e a incontrare di persona le vittime sopravvissute prima dell’appuntamento di Roma, perché «il primo passo — afferma la lettera — deve essere il riconoscimento della verità di ciò che è accaduto». Questi incontri personali sono un modo concreto per assicurare che i sopravvissuti ad abusi da parte di esponenti del clero sono prima di tutto e anzitutto nella mente di ognuno dei partecipanti all’incontro di febbraio, i quali si vedranno «in solidarietà, umiltà e penitenza» per andare avanti nell’affrontare la crisi degli abusi. La lettera contiene inoltre una breve richiesta di informazioni, che verranno utilizzate per la preparazione interna dell’incontro, che sarà incentrato su tre temi principali: la responsabilità, l’assunzione di responsabilità e la trasparenza. I partecipanti lavoreranno insieme per rispondere a questa seria sfida. Di seguito pubblichiamo una nostra traduzione della lettera firmata dai cardinali Blase J. Cupich e Oswald Gracias, dall’arcivescovo Charles J. Scicluna e dal gesuita Hans Zollner.

Cari fratelli in Cristo,

«Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1 Cor 12, 26). Con queste parole Papa Francesco ha iniziato la sua Lettera al popolo di Dio (agosto 2018) in risposta alla crisi degli abusi che la Chiesa doveva affrontare. Le persone che avevano subito abusi da parte di chierici sono state danneggiate anche quando «abbiamo trascurato e abbandonato i più piccoli». E quindi, «se in passato l’omissione ha potuto diventare una forma di risposta, oggi vogliamo che la solidarietà, intesa nel suo significato più profondo ed esigente, diventi il nostro modo di fare la storia presente e futura».

In assenza di una risposta comprensiva e comune, non solo non riusciremo a portare guarigione alle vittime sopravvissute, ma anche la credibilità stessa della Chiesa di continuare la missione di Cristo sarà a rischio in tutto il mondo.

Il primo passo deve essere il riconoscimento della verità di ciò che è accaduto. Per questa ragione esortiamo tutti i presidenti delle conferenze episcopali ad avvicinarsi e a visitare le vittime sopravvissute di abusi da parte di esponenti del clero nei vostri rispettivi paesi prima dell’incontro a Roma, per conoscere di prima mano la sofferenza che hanno sopportato.

Inoltre, vi chiediamo di rispondere al questionario allegato alla presente lettera. Fornirà a tutti i partecipanti all’incontro di febbraio uno strumento per esprimere le proprie opinioni in modo costruttivo e critico mentre procediamo, per individuare dove serve aiuto per realizzare riforme ora e in futuro, nonché per aiutarci ad avere un quadro completo della situazione nella Chiesa.

Con questo in mente, il Santo Padre ci ha chiesto di ringraziarvi per il vostro sostegno nel compilare il questionario allegato per prepararci meglio all’incontro, e di invitarvi con urgenza a intraprendere questo cammino insieme. Il Santo Padre è convinto che attraverso la cooperazione collegiale sia possibile rispondere alle sfide che si pongono alla Chiesa.

Ma ognuno di noi deve riconoscere questa sfida, incontrandosi in solidarietà, umiltà e penitenza per porre rimedio al danno fatto, condividere un impegno comune alla trasparenza e chiamando ognuno nella Chiesa ad assumersi le proprie responsabilità.

Vi chiediamo di inviare le vostre risposte appena possibile, ma non più tardi del 15 gennaio.

Dio vi benedica in questo tempo di Avvento.

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23 aprile 2019

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