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Con i giovani esclusi dalla società

· Papa Francesco al capitolo generale della società salesiana di san Giovanni Bosco ·

Sono quei settantacinque milioni di giovani senza lavoro «qui in occidente» a preoccupare Papa Francesco, che ne denuncia l’esclusione da una società che tende a emarginarli. E si raccomanda ai figli di san Giovanni Bosco perché se ne prendano cura. È il senso dell’incontro di questa mattina, lunedì 31 marzo, con i partecipanti al capitolo generale della società salesiana di san Giovanni Bosco, ricevuti in udienza nella mattina nella Sala Clementina. Rispondendo al saluto del nuovo rettore maggiore, lo spagnolo Ángel Fernández Artime, eletto lo scorso martedì 25, il Pontefice ha posto l’accento proprio sulla grande eredità di don Bosco, che dell’attenzione ai giovani ha fatto il tratto caratteristico della sua missione. Papa Francesco, dopo aver sottolineato l’importanza della riflessione sul tema della «Testimonianza della radicalità evangelica» che ha guidato i lavori capitolari, ha ricordato l’essenzialità della missione pastorale affidata ai salesiani, chiamati a lavorare soprattutto con i giovani. E proprio in questo servizio essi incontrano quel «mondo dell’esclusione giovanile» che il Pontefice indica come sfida. «Pensiamo — ha detto — alla vasta realtà della disoccupazione, con tante conseguenze negative. Pensiamo alle dipendenze, che purtroppo sono molteplici, ma derivano dalla comune radice di una mancanza di amore vero».

Certo, andare incontro ai giovani emarginati «richiede coraggio, maturità umana e molta preghiera». Per questo è necessario destinare a questo lavoro «i migliori», si è raccomandato il vescovo di Roma. «Ci può essere il rischio — ha precisato in proposito — di lasciarsi prendere dall’entusiasmo, inviando su tali frontiere persone di buona volontà, ma non adatte. Perciò è necessario un attento discernimento e un costante accompagnamento». Ma il criterio da seguire «è questo: i migliori vanno lì», ha ripetuto.

Quanto alla comunità il Papa ha raccomandato di lavorare seguendo soprattutto le due indicazioni del fondatore: lavoro e temperanza, avendo a cuore uno stile di vita austero, di vicinanza ai poveri e di trasparenza nella gestione dei beni.

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15 novembre 2018

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