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Incontri con un laico

(g.m.v.) È di grande interesse il libro che Dominique Wolton ha realizzato con il Papa e che esce il prossimo 6 settembre con un titolo semplice e riuscito (Politique et société, Paris, Éditions de l’Observatoire, 2017, pagine 421, euro 21). Sarebbe riduttivo definirlo un libro intervista, e infatti nel frontespizio si legge che si tratta di «incontri», anche se ovviamente due terzi del lungo testo, molto ben scritto, sono occupati dalle domande dello studioso francese e soprattutto dalle risposte del Pontefice, corredate da un’efficace introduzione e da lunghi estratti di discorsi papali.

Un libro importante, dunque, che si distingue all’interno del genere delle interviste papali, pur notevoli e obbligatorie, spesso raccolte in volumi divenuti non di rado dei best seller. Secondo un filone che risale ormai a mezzo secolo fa e che Bergoglio ha praticato con larghezza e acume fin dal tempo in cui era arcivescovo di Buenos Aires, periodo a cui risale il libro fondamentale con Sergio Rubín e Francesca Ambrogetti.

Dominique Wolton durante un incontro nella Casa Santa Marta

Infatti il testo di Wolton richiama piuttosto i precedenti di Jean Guitton e di André Frossard, che dialogarono con Paolo VI e con Giovanni Paolo II: due interlocutori dunque non principalmente giornalisti e anch’essi francesi, come Wolton. E forse non è un caso che a incontrarsi con questi tre Pontefici siano stati tre uomini di cultura, certo tra loro molto diversi, come diversi sono i Papi che hanno conversato con loro, interlocutori tutti e tre provenienti da un paese di grande tradizione cristiana — tradizione che resta vivace e intelligente — ma che al tempo stesso è profondamente laico e secolarizzato.

Come laico è appunto Wolton, autorevole sociologo specializzato in comunicazione, che si è incontrato e ha scritto libri analoghi con figure di rilievo (tra cui Raymond Aron, Jean-Marie Lustiger, Jacques Delors). «Perché un dialogo? Perché permette un’apertura all’altro, un argomentare e la presenza del lettore. Il dialogo dà il suo senso alla comunicazione umana al di là della realizzazione e dei limiti delle tecniche» scrive lo studioso nell’introduzione a Politique et société. E la proposta di questo dialogo nel 2015 ha interessato Francesco.

Ecco dunque l’origine del libro, che è andato costruendosi, grazie anche a un interprete qualificato come Louis de Romanet, in dodici incontri dal febbraio del 2016 al febbraio del 2017, con l’aggiunta di altre due sedute di lavoro per la messa a punto del testo. Presentato al Pontefice il 28 agosto scorso, il volume è organizzato in otto capitoli — pace e guerra; religioni e politiche; Europa e diversità culturale; cultura e comunicazione; l’alterità, il tempo e la gioia; la misericordia; la tradizione; un destino — e si conclude sulla figura di Bergoglio. Temi affrontati con attenzione non banale alle questioni politiche e sociali della contemporaneità. Pubblicato dall’editrice parigina diretta da Muriel Beyer, il libro è stato anticipato e recensito su «Le Figaro» dell’1 settembre da Jean-Marie Guénois. Grazie anche a un’intervista a Wolton che pubblichiamo integralmente.

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16 ottobre 2019

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