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Incantati dalla Commedia

L’Harry’s New York Bar

«Sembri la Pia de’ Tolomei» si dice a Firenze a una ragazzina con i capelli in disordine, volendola prendere in giro con grazia; fino a pochi anni fa, la battuta sarebbe stata perfettamente comprensibile senza bisogno di glosse a margine o spiegazioni erudite. Per secoli in Toscana i personaggi della Commedia sono stati parte integrante della cultura popolare, vicini alla gente come parenti o amici di vecchia data. E l’abitudine di impararne a memoria i versi, diffusa anche tra contadini, artigiani, madri di famiglia non necessariamente plurilaureate, è rimasta viva e vitale fino alla metà del Novecento.

Per questo le letture radiofoniche, teatrali o televisive — come il lungo ciclo di Vittorio Sermonti o gli spettacoli di Roberto Benigni — al fiorentino doc e a chiunque ami davvero la poesia di Dante non bastano. Ascoltare o leggere non è sufficiente; con le tre cantiche bisogna convivere per imparare a conoscerle davvero. In tanti anni di progetti on the road, a Firenze e non solo, Franco Palmieri ha aiutato centinaia di persone ad arrampicarsi da sole sulle impervie vette degli endecasillabi; per strada con i cicli di recite itineranti o insieme ai carcerati di Prato e di Sollicciano.

Gli «spunti appena spuntati» su quest’esperienza e i pensieri disorganici rubati a ogni singolo cantore sono confluiti nel libro Incantati dalla Commedia (Firenze, Edizioni della Meridiana, 2013, pagine 142, euro 10).

di Silvia Guidi 

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26 agosto 2019

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