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Inaccettabile violenza

· Papa Francesco preoccupato per il crescere della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra santa ·

«Costruire la pace è difficile, ma vivere senza pace è un tormento». Dinanzi «all’allarmante aumento della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra Santa», Papa Francesco torna a levare alta la voce per denunciare «episodi inaccettabili di violenza che non risparmiano neanche i luoghi di culto». 

I rappresentanti delle religioni di Terra Santa in visita alla sinagoga teatro del sanguinoso attentato (Ansa)

All’udienza generale di mercoledì 19 novembre, all’indomani del sanguinoso attacco terroristico in una sinagoga della città santa, il Pontefice ha detto di seguire «con preoccupazione» la drammatica situazione e ha invitato a pregare per tutte le vittime e per quanti più ne soffrono le conseguenze. Soprattutto ha voluto rivolgere un appello alle parti coinvolte affinché «si ponga fine alla spirale di odio e si prendano decisioni coraggiose per la riconciliazione». Con lo stesso obiettivo i capi e i rappresentanti delle comunità religiose presenti in Terra santa — tra i quali cristiani, musulmani, drusi ed ebrei — si sono recati stamattina in visita al luogo dell’attentato, per esprimere solidarietà a quanti sono stati colpiti e condannare insieme gli atti di violenza.

In precedenza Papa Francesco aveva dedicato la sua catechesi al tema della vocazione universale alla santità. Quest’ultima — ha spiegato — non è «una prerogativa soltanto di alcuni» ma «costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano». E a chi pensa che essa «sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera», il Pontefice ha ricordato come si è chiamati a diventare santi «proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno». Ai fedeli presenti come sempre numerosi in piazza San Pietro, Francesco ha offerto esempi pratici di passi concreti sulla strada della santità: dalla signora che al mercato evita di sparlare con la vicina, al genitore che di ritorno a casa, stanco del lavoro, decide di ascoltare con pazienza il figlio; dalla preghiera domestica, alla partecipazione alla messa domenicale, fino ai gesti di carità verso i poveri.

Durante l’incontro con i fedeli Francesco ha anche rivolto un pensiero alle vittime della recente alluvione in Liguria e nel nord Italia, esortando tutti alla solidarietà «con quanti hanno subito danni». E ha ricordato che venerdì 21, festa della presentazione della beata Vergine Maria al tempio, si celebra la giornata pro Orantibus dedicata alle comunità religiose di clausura: «un’occasione opportuna — l’ha definita — per ringraziare il Signore per il dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano a Dio nella preghiera e nel silenzio operoso».

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18 ottobre 2019

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