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In Vaticano il coro sinodale del Patriarcato di Mosca

· Domenica mattina l’incontro con il Papa ·

«La bellezza salverà il mondo». Papa Francesco ha citato questa celebre frase di uno dei più grandi pensatori dell’ottocento russo,  Fëdor Dostoevskji, per ribadire, al coro sinodale del Patriarcato Ortodosso di Mosca, che «musica, pittura, scultura, architettura... in una sola parola la bellezza ci unisce per crescere nella fede celebrata, nella speranza profetica e nella carità testimoniata». La citazione è contenuta nel messaggio scritto dal Pontefice in occasione del concerto offerto nella basilica papale di Santa Maria Maggiore dal Coro sinodale del Patriarcato di Mosca che, diretto da Aleksej Puzakov, si è esibito domenica sera, 3 novembre, con la Cappella Sistina diretta da monsignor  Massimo Palombella.

«Valutando la storia del cristianesimo nella sua portata millenaria  — ha sottolineato il Papa nel messaggio che è stato letto in basilica dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali  — possiamo osservare che quanto separato per vicende storiche  e per diversi modi di comprendere la rivelazione, ha in fondo mantenuto profonda unità nell’arte».  Un’unità alimentata da frequenti incontri per studiare e riflettere insieme sulle fonti comuni. Nelle Chiesa poi «l’arte in tutte le sue forme — ha scritto ancora il Pontefice — non esiste solo per una semplice fruizione estetica, ma perché attraverso di essa la Chiesa in ogni momento storico e in ogni cultura spiega e interpreta plasticamente la rivelazione per il bene del popolo di Dio. L’arte nella Chiesa esiste fondamentalmente per evangelizzare».

«Oggi — si legge nel messaggio — la Chiesa può e deve respirare con i suoi due polmoni, quello dell’oriente e quello dell’occidente. Dove non riusciamo ancora a farlo pienamente, secondo la misura dell’unità chiesta da Gesù nella sua preghiera al Padre, possiamo farlo in tanti altri modi», uno dei quali è proprio «il grande patrimonio di arte e cultura — conclude il messaggio — che le diverse tradizioni hanno prodotto per “la vita in abbondanza” del popolo di Dio».

Nella mattinata di domenica, dopo la recita dell’Angelus con i fedeli in piazza San Pietro, il Santo Padre si è brevemente intrattenuto con  i membri del Coro — una cinquantina di persone — nella residenza della  Domus Sanctae Marthae. Con ogni probabilità  la formazione moscovita eseguirà  alcuni brani di musica sacra durante la celebrazione per la festa dei Santi Pietro e Paolo,  come già fatto dagli anglicani e dai luterani.

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25 aprile 2019

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