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In Somalia migliaia di civili in fuga

· La denuncia dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ·

Continua a salire in Somalia il numero di civili costretti a fuggire e a lasciare tutto a causa del sanguinoso conflitto che sembra essere senza fine. L’anno scorso, ha affermato ieri a Ginevra l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), oltre 110.000 somali hanno cercato asilo: in Kenya (55.000), Yemen (32.000), Etiopia (22.000) e Gibuti (3.000), portando  a oltre 560.000, il numero di rifugiati somali nella regione. Intanto, furiose battaglie, con un bilancio pesante di vittime, sono in corso da domenica  nel centro e nel centro est della Somalia, dove milizie indipendenti, filogovernative e appoggiate da clan locali, sembra stiano sconfiggendo i due principali gruppi di fondamentalisti che controllano larga parte del Paese.

Soltanto in dicembre, circa 3.000 somali sono stati registrati come rifugiati in Etiopia e 4.175 in Kenya. Le agenzie umanitarie temono che la mancanza di sicurezza, la siccità e la sospensione degli aiuti alimentari nelle regioni centromeridionali aggravino la crisi umanitaria e scatenino un flusso su larga scala di rifugiati nei Paesi vicini. Numerosi sono anche gli sfollati interni, quelli che non lasciano il Paese ma che non hanno più nulla. Negli scontri avvenuti lo scorso 2 gennaio tra i due gruppi miliziani rivali a Dhusamareb, nella regione della Somalia centrale di Galgaduud, ci sarebbero state oltre 150 vittime, tra morti e feriti, e 7.000 sfollati. Nel frattempo, in queste ore la battaglia principale in Somalia, che appare sostanzialmente conclusa, si è svolta a Baledweyne, importante città strategica a circa 430 km a nord est da Mogadiscio. Era nelle mani di Hizbul Islam (gruppo fondamentalista relativamente moderato rispetto a al Shabaab, considerato il gruppo armato di Al Qaeda), ma i filogovernativi del gruppo Ahlu Sunna ne hanno ormai il controllo, anche se si registrano ancora marginali resistenze. Pesante il bilancio delle vittime: una trentina di morti e moltissimi feriti, ma quasi tutti combattenti. I civili in questo caso hanno fatto in tempo a fuggire. Scontri violenti anche nel distretto di Elbur, più centrale, dove gli Ahlu Sunna sono riusciti a sconfiggere e a far arretrare gli Shabaab da due villaggi piccoli, ma che controllano strade di comunicazione importanti.

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11 dicembre 2019

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