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In Somalia atterrano aiuti ma la guerra li blocca

Le agenzie dell’Onu moltiplicano gli sforzi per far giungere aiuti alimentari alle oltre dodici milioni di persone ridotte alla fame dalla siccità in diverse regioni del Corno d’Africa, ma in Somalia — dove la situazione è più grave — non sembra ancora possibile rimuovere gli ostacoli alla distribuzione degli aiuti stessi. Dopo che già la scorsa settimana un ponte aereo era stato avviato dal Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu, è atterrato ieri a Mogadiscio anche il primo volo dell’analoga iniziativa dell’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Il velivolo ha trasportato 31 tonnellate di materiale per gli alloggi e altri aiuti. Altri due voli sono previsti per giovedì 11 agosto e per la settimana prossima. Il pericolo, però, è quello che il materiale arrivato resti ancora a lungo accatastato all’aeroporto di Mogadiscio, controllato dalle truppe dell’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia. Nonostante l’appoggio della stessa Amisom, infatti, le forze del Governo somalo del presidente Sharif Ahmed, internazionalmente riconosciuto, non sono in grado di controllare la capitale somala, né tanto meno il resto del territorio nazionale.

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19 febbraio 2020

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