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In preghiera per i cristiani in Iraq

· All'Angelus Benedetto XVI invita a sostenere le comunità di clausura ·

Il Papa si è unito alla preghiera della Chiesa italiana per i cristiani vittime di persecuzioni e discriminazioni, soprattutto in Iraq. Lo ha fatto all'Angelus di domenica 21 novembre, recitato con i fedeli in piazza San Pietro al termine della messa con i nuovi cardinali.

Cari fratelli e sorelle!

Si è appena conclusa, nella Basilica Vaticana, la Liturgia di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, concelebrata anche dai 24 nuovi Cardinali, creati nel Concistoro di ieri. La solennità di Cristo Re venne istituita dal Papa Pio XI nel 1925 e, in seguito, dopo il Concilio Vaticano II, venne collocata a conclusione dell'anno liturgico. Il Vangelo di san Luca presenta, come in un grande quadro, la regalità di Gesù nel momento della crocifissione. I capi del popolo e i soldati deridono «il primogenito di tutta la creazione» ( Col 1, 15) e lo mettono alla prova per vedere se Egli ha il potere di salvare se stesso dalla morte (cfr. Lc 23, 35-37). Eppure, proprio «sulla croce Gesù è all' “altezza” di Dio, che è Amore. Lì si può “conoscerlo”». [...] Gesù ci dà la «vita» perché ci dà Dio. Ce lo può dare perché è Egli stesso una cosa sola con Dio» (Benedetto XVI, Gesù di Nazaret , Milano 2007, 399.404). Infatti, mentre il Signore sembra confondersi tra due malfattori, uno di essi, consapevole dei propri peccati, si apre alla verità, giunge alla fede e prega «il re dei Giudei»: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» ( Lc 23, 42). Da Colui che «è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono» ( Col 1, 17) il cosiddetto «buon ladrone» riceve immediatamente il perdono e la gioia di entrare nel Regno dei Cieli. «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» ( Lc 23, 43). Con queste parole, Gesù, dal trono della croce, accoglie ogni uomo con infinita misericordia. Sant'Ambrogio commenta che questo «è un bell'esempio della conversione a cui bisogna aspirare: ben presto al ladrone viene concesso il perdono, e la grazia è più abbondante della richiesta; il Signore, infatti — dice Ambrogio — accorda sempre di più di quello che si chiede [...] La vita è stare con Cristo, perché dove c'è Cristo là c'è il Regno» ( Expositio Ev. sec. Lucam x, 121: CCL 14, 379).

Cari amici, la via dell'amore, che il Signore ci rivela e che ci invita a percorrere, la possiamo contemplare anche nell'arte cristiana. Infatti, anticamente, «nella conformazione degli edifici sacri [...] diventò abituale rappresentare sul lato orientale il Signore che ritorna come re — l'immagine della speranza — [e ...] sul lato occidentale [...] il Giudizio finale come immagine della responsabilità per la nostra vita» (Enc. Spe salvi , 41): speranza nell'amore infinito di Dio e impegno di ordinare la nostra vita secondo l'amore di Dio. Quando contempliamo le raffigurazioni di Gesù ispirate al Nuovo Testamento — come insegna un antico Concilio — siamo condotti a «comprendere [...] la sublimità dell'umiliazione del Verbo di Dio e [...] a ricordare la sua vita nella carne, la sua passione e morte salvifica, e la redenzione che di lì è derivata al mondo» (Concilio in Trullo [anno 691 o 692], can. 82). «Sì, ne abbiamo bisogno, proprio per [...] diventare capaci di riconoscere nel cuore trafitto del Crocifisso il mistero di Dio» (J. Ratzinger, Teologia della liturgia. La fondazione sacramentale dell'esistenza cristiana , lev 2010, 69).

Alla Vergine Maria, nell'odierna ricorrenza della sua Presentazione al Tempio, affidiamo i neo-Porporati del Collegio Cardinalizio e il nostro pellegrinaggio terreno verso l'eternità.

Al termine il Papa ha parlato dell'iniziativa di preghiera per l'Iraq e ha ricordato la Giornata pro orantibus.

Oggi, in Italia, su invito dei Vescovi, le comunità ecclesiali pregano per i cristiani che soffrono persecuzioni e discriminazioni, specialmente in Iraq. Mi unisco a questa corale invocazione al Dio della vita e della pace, affinché in ogni parte del mondo sia assicurata a tutti la libertà religiosa. Sono vicino a questi fratelli e sorelle per l'alta testimonianza di fede che rendono a Dio.

Nell'odierna memoria della Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria, la Chiesa si stringe con particolare affetto alle monache e ai monaci di clausura: è la «Giornata pro Orantibus », che rinnova anche l'invito a sostenere concretamente queste comunità. Ad esse imparto di cuore la mia benedizione.

Oggi ricorre anche la «Giornata delle vittime della strada». Mentre assicuro il mio ricordo nella preghiera, incoraggio a proseguire nell'impegno della prevenzione, che sta dando buoni risultati, ricordando sempre che la prudenza e il rispetto delle norme sono la prima forma di tutela di sé e degli altri.

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