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In Nigeria scontri a sfondo etnico più che religioso

«Le versioni che finora sono state pubblicate sull'origine degli scontri non sono corrette, in particolare non è vero che sia stata attaccata e bruciata una chiesa»: è quanto afferma, citato dall'agenzia Fides, monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos, capoluogo dello stato di Plateau, nella Nigeria centrale, dove da alcuni giorni si stanno verificando scontri che avrebbero provocato numerose vittime. E l'arcivescovo aggiunge: «Un'altra versione riportata dalla stampa afferma che la scntilla che ha provocato gli scontri sarebbe stata l'assalto al cantiere di una casa in costruzione di un musulmano. Ma anche questo fatto va accertato».

Secondo monsignor Kaigama, le cause delle violenze sono da ricercarsi in fattori etnici e politici più che religiosi. «All'origine degli scontri odierni, come quelli del novembre 2008, vi sono i contrasti tra gli hausa, di religione musulmana, e le popolazioni indigene, in gran parte cristiane, per il controllo politico della città» dichiara l'arcivescovo di Jos.

Le violenze nella città sono scoppiate il 17 gennaio, e l'esercito ha imposto il coprifuoco. Sempre a Jos, nel settembre 2001, erano scoppiati sanguinosi scontri durante i quali — ricorda l'agenzia Fides — vennero date alle fiamme chiese e moschee: i morti furono 915. Nuove violenze si sono registrate nel novembre del 2008, con un bilancio di circa quattrocento vittime.

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