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In missione per conto della musica

· Esilarante esibizione di Igudesman e Joo all’Istituzione Universitaria dei Concerti ·

Alla prestigiosa Yehudi Menuhin School Aleksey Igudesman e Hyung-ki Joo erano quelli strani. In un istituto britannico frequentato da genietti di grandi speranze la disciplina e il talento devono andare sempre di pari passo.

Non è il caso dei due artisti che si sono esibiti martedì 2 marzo sera a Roma per la stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti, che di talento ne hanno da vendere, ma irridono le convenzioni. Di fronte a un pubblico numerosissimo ed entusiasta, che conosceva a memoria le loro parodie musicali cliccatissime su Youtube, è andato in scena A little nightmare music , uno spettacolo alla fine del quale non ricordi esattamente cosa hai ascoltato, ma sei certo che mai un brano è stato portato a termine senza che prima si inserissero contaminazioni di qualsiasi genere. Da Grieg alla colonna sonora di James Bond il duo è capace di mescolare qualsiasi stile, mantenendo costantemente un alto livello tecnico e un elevato tasso di ironia.

Igudesman, che come si evince dal curriculum nasce a Leningrado «quando era molto piccolo», è un violinista poliedrico capace di passare agilmente all'interno dello stesso pezzo da uno periodo all'altro o anche di modificare in tempo reale il rondò «alla turca» di Mozart, prima passando dal minore originale a un improbabile maggiore e poi inserendo un sapore orientale semplicemente abbassando di un semitono il si e portandolo a si bemolle. Magie dell'armonia, ironia del pentagramma, che i due conoscono bene perché oltre a essere esecutori scrivono musica senza pregiudizi e senza prendersi troppo sul serio: «Aleksey Igudesman scrive un sacco di musica. A volte però è un po' insicuro riguardo alla sua e prova a compensare con un comportamento assai estroverso. A dire il vero il suo psicologo gli dice che è insicuro su un sacco di cose. Ma Aleksey non ne è poi così sicuro».

Hyung-ki Joo è invece un pianista «britannico che sembra coreano, o il contrario, o entrambe le cose» che sogna di trovare una strada «per portare la grande musica a un pubblico diverso e più ampio». Missione compiuta, anche se i due risultano molto più convincenti quando ironizzano utilizzando la musica che quando si lasciano andare a gag comiche fini a se stesse.

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14 dicembre 2019

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