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In Medio Oriente un'area senza armi atomiche

· Auspicata dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza ·

I cinque Paesi membri permanenti con potere di veto del Consiglio di sicurezza dell’Onu (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina) appoggiano la proposta di costituire un’area libera dalle armi atomiche in Medio Oriente. Lo ha reso noto una nota diffusa al Palazzo di Vetro, dove è in corso la Conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp).

I membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu si sono impegnati «a dare seguito alla risoluzione del Tnp del 1995 sul Medio Oriente», che puntava a un’area mediorientale «libera da armi nucleari» e di «distruzione di massa». L’appoggio dei Paesi con potere di veto è arrivato proprio mentre il rappresentante permanente dell’Egitto alle Nazioni Unite, Maged Abdelaziz, chiedeva ai Paesi del Medio Oriente di impegnarsi in «negoziati sinceri» per stabilire l’area denuclearizzata. L’Egitto si batte da tempo su questa proposta, facendo pressione su Israele — non aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare — che possiede testate nucleari che non sono mai state annunciate ufficialmente.

E mentre vanno avanti le discussioni al Palazzo di Vetro dell’Onu il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha fatto avere al presidente egiziano, Hosni Mubarak, un messaggio per ricordare che il vero problema nucleare, in Medio Oriente, «è l’Iran»: Teheran continua a sviluppare un programma atomico che potrebbe avere dimensioni militari. «Israele — ha sottolineato un alto funzionario israeliano a Gerusalemme — condivide l'auspicio di un futuro libero da armi atomiche in Medio Oriente, ma perché esso si avveri occorre che almeno due condizioni siano realizzate: la prima è che la regione sia liberata da tutte le armi di distruzione di massa, non solo nucleari, ma anche chimiche e biologiche; la seconda è che tutti i Paesi arabi, e anche l'Iran, siano in rapporti di pace con Israele».

Parallelamente alle discussioni sugli armamenti, alla conferenza per la revisione del Tnp proseguono anche le trattative per usare l’atomo a scopi civili. L’Amministrazione Obama sta portando avanti una campagna Stato per Stato perché molte tra le Nazioni ricche di petrolio vogliono aprire nuove centrali nucleari: hanno capito che le riserve che li hanno resi ricchi non dureranno per sempre.

Intanto, la Francia «incoraggia gli otto Stati la cui ratifica è indispensabile per l’entrata in vigore (del Trattato Ctbt che vieta i test nucleari) a prendere tale decisione nel minor tempo possibile». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Bernard Valero. Tra gli otto Paesi ci sono Stati Uniti, Cina e Iran, oltre a Israele, Corea del Nord, Egitto, India e Pakistan. Il Trattato Ctbt (Comprehensive test ban treaty), redatto nel 1996, conta oggi 182 Stati firmatari, ma è stato ratificato solo da 35 di questi, mentre è necessario arrivare a 44 perché entri in vigore.

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16 luglio 2019

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