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In Libano per ribadire che non ci si può rassegnare alla violenza

· Il Papa parla del suo prossimo viaggio internazionale ·

Del saluto del Pontefice diamo anche una nostra traduzione italiana .

Cari pellegrini qui presenti, o che partecipate all’Angelus attraverso la radio o la televisione, nei prossimi giorni mi recherò in viaggio apostolico in Libano per firmare l’Esortazione apostolica post-sinodale, frutto dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, svoltosi nell’ottobre del 2010. Avrò la felice occasione d’incontrare il popolo libanese e le sue autorità, come pure i cristiani di questo caro Paese e quelli provenienti dai Paesi vicini. Non ignoro la situazione spesso drammatica vissuta dalle popolazioni di questa regione, da troppo tempo straziata da incessanti conflitti. Comprendo l’angoscia dei molti medio-orientali quotidianamente immersi in sofferenze di ogni tipo, che feriscono tristemente, e talvolta mortalmente, la loro vita personale e familiare. Il mio preoccupato pensiero va a coloro che, alla ricerca di uno spazio di pace, abbandonano la loro vita familiare e professionale e sperimentano la precarietà degli esuli. Anche se appare difficile trovare delle soluzioni ai diversi problemi che riguardano la regione, non ci si può rassegnare alla violenza ed all’esasperarsi delle tensioni. L’impegno per un dialogo e per la riconciliazione deve essere prioritario per tutte le parti coinvolte, e deve essere sostenuto dalla comunità internazionale, sempre più consapevole dell’importanza per tutto il mondo di una pace stabile e duratura nell’intera regione. Il mio viaggio apostolico in Libano, e per estensione nel Medio Oriente nel suo insieme, si colloca sotto il segno della pace, riprendendo le parole del Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Che Dio benedica il Libano ed il Medio Oriente! Che Dio vi benedica tutti!

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16 settembre 2019

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