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In India un piano di sviluppo da mille miliardi di dollari

· Per sradicare la povertà ·

Per mantenere un ritmo di crescita elevato e sradicare la povertà, l'India — nell’ambito del dodicesimo Piano di sviluppo 2012-2017 — dovrà spendere la cifra record di 1.000 miliardi di dollari in opere pubbliche. Lo ha reso noto ieri il primo ministro indiano, Manmohan Singh.

Intervenendo in un convegno dedicato allo sviluppo delle infrastrutture a New Delhi, il premier ha indicato che la crescita indiana dovrà raggiungere il 10 per cento annuo nel medio termine. «Potrebbe sembrare un obiettivo molto ambizioso — ha sottolineato in dichiarazioni riprese dalle agenzie di stampa internazionali — ma non è impossibile». Nell’anno fiscale indiano 2008-2009, l’economia indiana è cresciuta del 6,7 per cento nonostante la recessione mondiale, mentre si prevede un’espansione del 7,2 per cento per quest’anno e dell’8,5 per cento per il 2010-2011. Il primo ministro ha confermato che per finanziare questo ritmo di sviluppo e per ridurre il divario con la Cina, l’India ha però bisogno di nuove strade, aeroporti, porti, ferrovie e centrali elettriche. L’attuale Piano economico quinquennale — informa l'agenzia di stampa Ansa — prevedeva investimenti in infrastrutture per circa 500 miliardi di dollari. Secondo il capo del Governo di New Delhi, questa cifra sarà raddoppiata nel quinquennio successivo. Il quotidiano «The Times of India» ha nel frattempo pubblicato la notizia che l’insieme dell’economia sommersa dell’India equivale al 40 per cento del prodotto interno lordo. Sebbene non ci siano statistiche ufficiali, il giornale calcola che il denaro in nero ammonti a circa 500 miliardi di dollari, ovvero oltre il 40 per cento della ricchezza del Paese. Qualora queste attività diventassero legali, e quindi tassabili secondo una aliquota del 30 per cento, «The Times of India» sostiene che si genererebbe un flusso di entrate per le casse statali maggiore di quello raccolto dal fisco nel 2009-2010.

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15 ottobre 2019

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