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In fuga dalla Siria

· L’Unhcr denuncia la precarietà delle condizioni di vita dei rifugiati ·

I bambini sono le principali vittime della crisi

Il numero di siriani costretti ad abbandonare le proprie case per fuggire nei Paesi vicini ha superato la quota di 1,6 milioni: il bilancio è stato diffuso dall’alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr). Almeno tremila  rifugiati arrivano, dopo aver attraversato la frontiera con il Libano, dalla città di Qusayr, oggetto da tre settimane di un’intensa offensiva.  «L’Unhcr ha potuto verificare le condizioni di estrema precarietà di queste famiglie» ha detto il portavoce a Ginevra, Dan McNorton, il quale ha aggiunto che, a causa delle pessime condizioni igieniche, molti rifugiati «specialmente bambini, soffrono di problemi respiratori, febbre alta, otiti e malattie della pelle». Solo negli ultimi quindici giorni centomila sono fuggiti dalla Siria. In aumento le persone che hanno attraversato la frontiera con la Giordania.

Anche l’Europa è coinvolta direttamente dalla crisi umanitaria. «Per il momento sono quasi 30.000 i siriani che dall’inizio del conflitto si sono rifugiati nei Paesi Ue. Il 95 per cento ha trovato protezione. Quindi il fenomeno è sotto controllo, anche se non significa che la situazione non possa cambiare» ha dichiarato il portavoce del commissario Ue agli Affari interni, Cecilia Malmström. Al momento sono in corso «contatti sistematici» con i Paesi membri e con altre organizzazioni internazionali per un costante monitoraggio della situazione. L’Unione europea ha comunque assicurato di avere tutti gli strumenti per gestire la grave crisi e anche un suo possibile peggioramento.

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