Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In difesa dell’obiezione di coscienza

· Nuovo appello della Conferenza episcopale degli Stati Uniti sul tema dei servizi abortivi inclusi nelle assicurazioni sanitarie dei lavoratori ·

Piani assicurativi sanitari che non obblighino le persone a violare le loro convinzioni morali e religiose. I vescovi cattolici degli Stati Uniti tornano ad appellarsi alle autorità federali chiedendo interventi per tutelare l’obiezione di coscienza di quanti si oppongono alla diffusione delle pratiche abortive. Il cardinale arcivescovo di Boston, Sean Patrick O’Malley, presidente del Comitato per le attività pro-vita della Conferenza episcopale, in una lettera inviata ai membri del Congresso, ha chiesto sostegno per l’approvazione di un proposta di legge con la quale si vorrebbe introdurre maggiore trasparenza nei piani assicurativi per quanto concerne la copertura economica dei vari servizi offerti, tra cui quelli volti a interrompere volontariamente la gravidanza. Si tratta, in particolare, dell’Abortion Insurance Full Disclosure Act, che toglierebbe il “segreto” nei piani assicurativi al fine di garantire una assoluta trasparenza in tema di copertura dei costi per i servizi abortivi. In base agli attuali regolamenti sanitari, un assicuratore può infatti evitare di specificare nei piani proposti ai clienti, indipendentemente dalle loro convinzioni morali o religiose, quale quota dei premi pagati può andare al sostegno collettivo di questi “servizi” definiti di prevenzione e cura per la salute delle donne.

Citando, fra l’altro, un sondaggio del 2009, il cardinale O’Malley ha sottolineato che la maggior parte dei cittadini statunitensi e, in particolare la maggioranza delle donne, non vogliono la copertura dell’aborto all’interno dei loro piani assicurativi sanitari. I cittadini, ha osservato il porporato, «devono essere messi in grado di compiere una scelta informata su piani sanitari per se stessi e per le loro famiglie che non violino le loro convinzioni morali e religiose».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 aprile 2019

NOTIZIE CORRELATE