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In difesa dei civili libici

· La comunità internazionale impegnata a trovare una via d’uscita al conflitto mentre Gheddafi riconquista Ras Lanuf ·

Nonostante l’incontro di Londra, si continua a combattere in Libia, dove nel dodicesimo giorno di raid degli alleati le forze fedeli a Gheddafi non solo hanno respinto l’avanzata degli insorti, ma hanno riconquistato oggi il sito petrolifero di Ras Lanuf, costringendo gli avversari ad abbandonare le postazioni e fuggire a est verso Brega ancora controllata dagli insorti.

Un Gruppo di contatto sulla Libia, per trovare una via d’uscita alla grave crisi, è stato intanto costituito al termine del vertice di Lancaster House, a Londra, dove ieri si sono riuniti trentasette ministri degli Esteri e le principali organizzazioni internazionali. Assente nella capitale britannica l’Unione africana: il segretario generale, il gabonese Jean Ping, ha però scritto al ministro degli Esteri britannico, William Hague, esortando il Gruppo di contatto a manifestare pieno sostegno alla road map, il piano di pacificazione messo a punto dall’organizzazione panafricana che prevede la cessazione delle ostilità, la protezione dei civili e garanzie per l’assistenza umanitaria.

A Londra si è esaminata l’ipotesi dell’esilio del colonnello in un Paese africano. «È l’unico modo per fermare il bagno di sangue», ha detto il premier e capo della diplomazia del Qatar, Hamad bin Jabr Al Than. Contrario all’esilio però il Consiglio nazionale di transizione libico che chiede un processo per Gheddafi. Un inviato dell’Onu si recherà comunque a Tripoli per chiedere al regime un vero cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, ha affermato che Parigi è invece pronta a discutere con gli alleati un aiuto militare agli insorti in Libia. Anche il presidente statunitense, Barack Obama, intervistato dalla Nbc, ha detto di non escludere che gli Stati Uniti possano garantire assistenza militare diretta ai rivoltosi. «Non lo escludo, ma non dico neanche che lo faremo. Stiamo valutando cosa faranno le forze di Gheddafi», ha detto il capo della Casa Bianca. L’Alleanza atlantica ha iniziato oggi a dirigere le operazioni in Libia. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha però dichiarato che l’operazione in Libia si svolge per proteggere la popolazione e non per armarla.

E questa posizione ha trovato in perfetta sintonia il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, il quale ha ribadito che «gli obiettivi prioritari sono per Mosca il cessate il fuoco e colloqui immediati».

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22 settembre 2019

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