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In dialogo con il mondo contemporaneo

· A colloquio con il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, in visita «ad limina Apostolorum» ·

È la Francia, con tutte le tensioni che inevitabilmente accompagnano ogni processo di cambiamento; la Francia, percorsa da correnti secolariste che accendono il dibattito su laicità dello Stato e simboli esteriori religiosi; la Francia accogliente che si trova a fare i conti con un flusso migratorio da convogliare nel tessuto sociale, al centro dell'intervista rilasciata al nostro giornale dal cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale, in questi giorni in visita ad limina Apostolorum.

Laicità dello Stato e simbolismo religioso sono ancora oggi oggetto di discussione in molti Paesi. In Francia in particolare si è riaccesa la querelle a proposito della legge sul velo delle donne musulmane. Cosa c'è veramente in gioco?

Certamente non viene messo in discussione l'equilibrio generale della laicità. Esiste, però, dal XIX secolo una corrente di militanti laici che vogliono far sparire i segni visibili della religione. Di qualsiasi religione, senza distinzione. È un movimento che si batte per la separazione della Chiesa dallo Stato, ma non è mai stato dominante. La separazione della Chiesa dallo Stato presuppone che le religioni non abbiano potere politico in Francia. E ciò è una cosa positiva. Indubbiamente c'è stato qualche problema riguardo ai segni esteriori religiosi, in particolare proprio a proposito del velo integrale, poiché comporta l'impossibilità di riconoscere e identificare una persona nei luoghi pubblici. Qualche anno fa è stata approvata una legge per vietarlo.

Un problema acuito dal costante flusso immigratorio in Francia?

Sulla questione immigrati è necessario fare innanzitutto alcune precisazioni. Intanto ci sono immigrati cristiani e immigrati appartenenti ad altre religioni. Purtroppo i cristiani che fuggono dai loro Paesi a causa delle persecuzioni sono numerosi. Penso, in particolare, ai caldei che sono presenti nella regione parigina. I cattolici francesi accolgono e aiutano questi fratelli in maniera diversa, a seconda dei luoghi e delle situazioni.

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22 settembre 2019

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