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In dialogo con Colui che dice e fa

· Presentata l'esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI «Verbum Domini» sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa ·

La mattina di giovedì 11 novembre, nella Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la conferenza di presentazione dell'esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI Verbum Domini (dodicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi su «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa», 5-26 ottobre 2008). Gli interventi, dei quali pubblichiamo ampi stralci, sono stati tenuti dal cardinale prefetto della Congregazione per i vescovi, dall'arcivescovo segretario generale del Sinodo dei vescovi, dal sottosegretario del Sinodo dei vescovi. L'arcivescovo presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che pure è intervenuto all'incontro, ha scritto per il nostro giornale l'articolo che pubblichiamo in alto a destra.

«Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”» (Luca , 11, 27-28).

L'Esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini su la Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, è la ripresa da parte della Chiesa di questa risposta di Gesù, nella coscienza ch'essa da venti secoli ha di dare testimonianza nel mondo e per il mondo della Parola di Dio. Al concilio Vaticano II, la Chiesa esprimeva in questo modo il contenuto essenziale della Rivelazione: «Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé» ( Dei Verbum , 2).

L'Esortazione apostolica Verbum Domini riprende lo stesso messaggio a quarantacinque anni di distanza: «Dio si fa conoscere a noi come mistero di amore infinito in cui il Padre dall'eternità esprime la sua Parola nello Spirito Santo. Perciò il Verbo, che dal principio è presso Dio ed è Dio, ci rivela Dio stesso nel dialogo di amore tra le Persone divine e ci invita a partecipare ad esso» (n. 6).

L'Esortazione post-sinodale mira a rinnovare la fede della Chiesa nella Parola di Dio (n. 27). Essa comporta una visione dialogica, addirittura nuziale, della rivelazione (n. 51); comporta inoltre un'ermeneutica ecclesiale della Scrittura e auspica un approfondimento del rapporto tra la Parola di Dio e i sacramenti, e in modo speciale il sacramento della Santa Eucaristia.

L'Esortazione apostolica evoca da un lato il carattere performativo della Parola che scaturisce particolarmente dal suo legame con i sacramenti. Nella celebrazione dei sacramenti come nella storia della salvezza la Parola di Dio — dabar — indica nello stesso tempo una Parola che è un'Azione divina: «Dio dice e fa, la sua stessa Parola è viva ed efficace» ( Ebrei , 4, 12). Questo carattere performativo della Parola culmina nelle parole della consacrazione eucaristica.

Da qui l'idea della sacramentalità della Parola, in analogia con la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia ( Verbum Domini , 56). «La proclamazione della Parola di Dio nella celebrazione comporta il riconoscere che sia Cristo stesso ad essere presente e a rivolgersi a noi» ( Sacrosantum concilium , 7).

Inoltre, la profonda unità tra la Parola di Dio proclamata e l'Eucaristia manifesta una circolarità tra le due per l'intelligenza delle Scritture: «L'Eucaristia ci apre all'intelligenza della Sacra Scrittura, così come la Sacra Scrittura a sua volta illumina e spiega il Mistero eucaristico. In effetti, senza il riconoscimento della presenza reale del Signore nell'Eucaristia, l'intelligenza della Scrittura rimane incompiuta» ( Verbum Domini , 55). Educare il popolo di Dio a cogliere questo legame intrinseco tra la Parola di Dio e il sacramento lo aiuta anche a «cogliere l'agire di Dio nella storia della salvezza e nella vicenda personale di ogni suo membro» (n. 53).

Tutti gli aspetti summenzionati rimangono da approfondire nella vita della Chiesa, nella convinzione profonda che colui che legge la Bibbia o ascolta la Parola pregando incontra personalmente Cristo. La Scrittura è infatti una e unica la Parola di Dio che interpella la nostra vita alla conversione. «Tutta la divina Scrittura costituisce un unico Libro — scrive Ugo di San Vittore — e quest'unico Libro è il Cristo, parla di Cristo e trova in Cristo il suo compimento» (n. 39).

Dio parla nelle Sacre Scritture della Chiesa per radunare il suo popolo, nutrirlo della sua vita e per accoglierlo nella sua comunione. Quest'appello divino è indirizzato all'umanità tutta intera.

L'Esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini pone risolutamente l'accento sulla dimensione divina della Parola e propone un nuovo paradigma, dialogico e pneumatologico, ispirato dal mistero trinitario e dalla risposta della Vergine Maria.

«Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano». L'Esortazione post-sinodale rilancia dunque la contemplazione personale ed ecclesiale della Parola di Dio nelle Sacre Scritture, nella Divina Liturgia e nella vita personale e comunitaria dei credenti. Essa rilancia altresì l'attività missionaria e l'evangelizzazione, dal momento che rinnova la coscienza della Chiesa d'essere amata e la sua missione di annunciare la Parola di Dio con audacia e confidenza nella forza dello Spirito Santo. Possa questa Esortazione tanto attesa essere l'oggetto d'una ricezione autentica e a un tempo entusiasta.

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