Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In crisi il mercato  del lavoro giapponese

· La percentuale di giovani disoccupati è la più alta dal 1996 ·

La crisi economica sta picchiando sempre più duro sul mercato del lavoro giapponese, già alle prese con un tasso di disoccupazione oltre il 5 per cento e dove il posto fisso è ormai un ricordo del passato. Quasi uno studente universitario su tre prossimo alla laurea, infatti, non ha ancora trovato un impiego, quando mancano una decina di settimane all’inizio del nuovo anno fiscale e lavorativo (ad aprile). Secondo i dati di uno studio governativo, condotto in via congiunta dai ministeri del Lavoro e dell’Istruzione, con riferimento al primo dicembre, i laureandi che lavorano sono il 68,8 per cento del totale, con un ulteriore ribasso del 4,3 per cento sulle stime già negative dell’anno precedente.

La percentuale di giovani con un lavoro in tasca — rilevano le agenzie di stampa internazionali — è la più bassa dal 1996, quando fu avviata la raccolta di dati statistici comparabili a quelli odierni, e segna il primo indice in assoluto sotto quota 70 per cento per il periodo preso in esame.

Risultati analoghi, seppur con un lieve miglioramento, sono stati registrati anche per gli studenti delle scuole superiori intenzionati a entrare nel mondo del lavoro dopo il diploma, che al 30 novembre hanno trovato un impiego nel 70,6 per cento dei casi (più 2,5 per cento sul 2009). In scia alla crisi, le offerte di lavoro per gli studenti nei campi di scienze e ingegneria hanno segnato il declino più marcato di sempre (meno 7,3 per cento), con solo il 71,3 per cento dei giovani già coperto. Per tamponare la difficile situazione del mercato dell’occupazione, i due ministeri hanno annunciato una serie di interventi di emergenza in favore di diplomandi e laureandi, come sussidi e incentivi alle imprese che assumeranno i giovani entro la fine di marzo.

La Bank of Japan (BoJ) si appresta frattanto a rivedere al rialzo le stime di crescita reale del Giappone nell’anno fiscale 2010, che si chiude il prossimo 31 marzo, portandole dal 2,1 per cento ipotizzato a ottobre all’attuale 3 per cento circa. La modifica, secondo quanto anticipano i media nipponici, tra cui l’agenzia di stampa Kyodo, è dovuta alle robuste spese societarie generate dal programma di incentivi — soprattutto di beni a basso impatto ambientale nel periodo tra luglio e settembre — negli sforzi per sostenere l’economia colpita dalla crisi globale.

La Banca centrale dovrebbe aggiornare le previsioni nel corso della riunione del board di politica monetaria di due giorni che si chiuderà il 25 gennaio, mantenendo fermi i giudizi sulla ripresa moderata che potrà essere raggiunta in primavera o successivamente, subito dopo una fase di rallentamento. Quanto agli esercizi 2011 e 2012, è improbabile un cambio sulla crescita economica, pari rispettivamente all’1,8 per cento e al 2,1 per cento. Sull’inflazione, il Giappone dovrebbe finalmente segnare una leggera ripresa con un indice dei prezzi core , al netto dei prodotti alimentari freschi, in rialzo dello 0,1 per cento nel 2011.

Kazuo Momma, capo economista della Banca centrale, ha comunque assicurato stamane che l’economia giapponese uscirà dalla stagnazione entro marzo o, al massimo, entro la fine di giugno. Per Momma, i rischi di destabilizzazione non sono finiti, ma l’ outlook è positivo. Oggi, intanto, Borse e valute asiatiche hanno quasi tutte chiuso in rialzo, con un rally delle quotazioni del rame a livelli record, sull’euforia per la crescita degli utili delle società di Wall Street e l’attesa di un’accelerazione della domanda anche nell’area. A sostenere il buon tono sui mercati anche l’idea che i passi della Cina per controllare l’inflazione non finiranno per rallentare la congiuntura economica.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE