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​Impresa contro la povertà

· ​Convegno a venticinque anni dall’enciclica «Centesimus Annus» ·

Papa Wojtyła chiedeva spesso di guardare verso le “cose nuove” del presente. Il suo appello oggi è ancora più urgente. Le incertezze di una crescita economica rallentata e le masse di profughi e migranti alle porte dell’Europa e degli Stati Uniti attestano l’inadeguata gestione della globalizzazione. Davanti a sfide di questo calibro, come laici non possiamo accontentarci di parole astratte, e da professionisti con esperienza di gestione non crediamo nelle utopie. Per rispondere a tali necessità nel mondo reale non esiste alternativa all’iniziativa imprenditoriale fondata sulla «libertà della persona, che si esprime in campo economico come in tanti altri campi» (Centesimus annus, 32). Nel venticinquesimo anniversario dell’enciclica di san Giovanni Paolo II, la Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice ha organizzato il convegno internazionale annuale in Vaticano su due temi: l’iniziativa imprenditoriale nella lotta contro la povertà e l’emergenza profughi. Il Papa ha previsto di incontrare i partecipanti venerdì 13 maggio; nella sessione di apertura interverranno il cardinale Calcagno, presidente dell’Apsa, e Alberto Quadrio Curzio, presidente del comitato scientifico della Fondazione e presidente dell’Accademia dei Lincei.

Profughi  al confine della Macedonia

Un’occasione per riaffermare che i problemi di povertà e di esclusione si possono risolvere mediante l’incentivazione dell’attività economica e la creazione di imprese, consapevoli però che la libertà d’impresa e il buon funzionamento del mercato non bastano.

Oggi più che mai, è necessario ampliare il campo di visione delle decisioni economiche pubbliche e private: la disoccupazione, le minacce di social decay, i rischi ambientali, le conseguenze delle guerre e delle politiche fallite si devono affrontare con risposte di solidarietà efficiente. In questa ricerca al di fuori dei sentieri battuti si aprono ampie possibilità all’imprenditorialità che unisce profit e non-profit, rendimento economico e scopo sociale.

Durante la prima sessione del convegno verranno illustrati alcuni esempi di buone pratiche di impresa a dimensione sociale che provengono dall’Asia, dall’Africa e dagli Stati Uniti; la testimonianza di un banchiere internazionale che lavora per l’inclusione finanziaria, un imprenditore spagnolo creatore di una rete cooperativa di servizi alberghieri impiegando ex detenuti, e un promotore dello sviluppo industriale coreano. Nella seconda sessione si affronterà il tema profughi, aiutati nella riflessione da esperti del Comitato internazionale della Croce Rossa, della Conferenza episcopale italiana, della Compagnia di Gesù, e di imprese di vari Paesi. Nella terza sessione parlerà il governatore di una banca centrale europea che propone la creazione di nuovi fondi volontari di solidarietà; nella quarta sessione riferirà il presidente della più grande società di riassicurazione mondiale, di confessione protestante, sulla possibilità di prendere decisioni d’impresa che s’ispirano alla fede cristiana.

Fra le sessioni si intercaleranno tre interventi su temi d’attualità: il cardinale Pell parlerà della partecipazione responsabile dei laici nelle finanze della Chiesa; Francis X. Rocca, vaticanista del Wall Street Journal evocherà la figura di Papa Francesco visto dagli Stati Uniti; e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, riferirà sulle priorità della Santa Sede nelle organizzazioni governative internazionali.

Nell’attuale disorientamento sono molte le voci di responsabili di grandi centri finanziari che chiedono una riedificazione morale promossa dall’interno delle istituzioni e imprese, senza la quale l’ingente mole di nuovi regolamenti finirà solo per favorire l’atteggiamento di ticking boxes, ossia il compimento formale di una norma imposta.

Il non compimento ha un costo elevato per banche e imprese, ma le sanzioni, anche elevate, non bastano per cambiare la condotta e ridare un senso all’attività. E la riedificazione morale non può prescindere da un processo di riflessione e di adesione personale a un progetto di bene comune.

di Domingo Sugranyes Bickel

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20 ottobre 2019

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