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Per implorare la pace

· Il Papa pellegrino al santuario di Fátima proclama santi Francesco e Giacinta Marto ·

È arrivato a Fátima come «pellegrino della pace». E per implorare «la concordia fra tutti i popoli» ha pregato a lungo in silenzio davanti alla statua della Vergine che cento anni fa, alla Cova da Iria, apparve ai fratellini Francesco e Giacinta Marto, due pastorelli che insieme alla cugina Lucia stavano pascolando il loro gregge. Il pellegrinaggio del Papa nella città portoghese è iniziato venerdì 12 maggio con l’invocazione alla «Signora dal cuore immacolato», nella cappellina delle apparizioni che sorge accanto al santuario. E proprio nel giorno della prima manifestazione mariana — avvenuta il 13 maggio 1917 — si è concluso con la canonizzazione dei due bambini, morti giovanissimi tra il 1919 e il 1920 e beatificati da Giovanni Paolo II nel 2000.

Alla Madonna del rosario il Pontefice ha voluto affidare «i dolori della famiglia umana che geme e piange in questa valle di lacrime» soprattutto a causa delle «guerre che distruggono il mondo in cui viviamo». E presiedendo nella serata di venerdì la suggestiva cerimonia della benedizione delle candele, scandita dalla recita della corona mariana, ha ricordato che l’affidarsi a Maria non è espediente «per ricevere dei favori a basso costo» ma segno di rinnovata fiducia «nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto». Perché in lei, ha spiegato, «vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti».

A questa fiducia il Papa ha invitato anche i moltissimi fedeli — oltre mezzo milione — che hanno partecipato sabato mattina alla canonizzazione dei due pastorinhos sulla spianata del santuario. Dalla Vergine infatti, ha assicurato, «verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno» gli uomini e che, ha aggiunto, «io supplico per tutti i miei fratelli nel battesimo e in umanità, in particolare per i malati e le persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati».

E proprio ai sofferenti Francesco ha dedicato l’ultimo saluto pronunciato al termine della messa. «Sentitevi partecipi a pieno titolo della vita e della missione della Chiesa» ha detto rivolgendosi ai numerosi ammalati presenti e invitandoli a non vergognarsi «di essere un prezioso tesoro della Chiesa». Dopo il pranzo con i vescovi del Paese, il Papa ha raggiunto la base aerea di Monte Real, per la partenza alla volta di Roma.

La preghiera nella cappellina delle Apparizioni

Alla messa di canonizzazione

Il saluto ai malati

L’omelia del cardinale Segretario di Stato 

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20 marzo 2019

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