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Impegno
per il futuro della Siria

· Raccolti oltre quattro miliardi di aiuti alla conferenza internazionale dei donatori ·

Un piccolo profugo nei pressi di Damasco (Ap)

Un impegno di 4,4 miliardi di dollari nel 2018 per le attività umanitarie in Siria. È quanto ha promesso la comunità internazionale alla seconda conferenza dei paesi donatori organizzata dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite, che si è tenuta ieri a Bruxelles. «Milioni di siriani stanno soffrendo: non dobbiamo abbandonarli. E sono lieto di annunciare che le delegazioni hanno fatto una promessa collettiva di 4,4 miliardi di dollari per il 2018. Inoltre per il prossimo anno e per gli anni successivi hanno promesso 3,4 miliardi di dollari» ha dichiarato il commissario Ue agli aiuti umanitari, Christos Stylianides, chiudendo i lavori della conferenza. Tema centrale del vertice — al quale hanno partecipato le delegazioni di 85 paesi e numerose ong — è stato il dramma dei civili e degli sfollati interni, definito «intollerabile» dal Commissario Ue alle politiche di vicinato, Johannes Hahn. «Ogni bambino che non può andare a scuola perché non si sente sicuro» a causa della crisi e della guerra in Siria «è una perdita per tutti noi» ha aggiunto Hahn. A mettere in guardia sul rischio di una nuova catastrofe umanitaria, in particolare nella provincia di Idlib, è stato l’inviato speciale Onu Staffan de Mistura ricordando che pochi giorni fa, dopo il presunto attacco chimico a Duma e la risposta congiunta di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti con dei raid mirati, «eravamo al limite di una crisi gravissima, che però si è evitata». La Santa Sede ha preso parte alla conferenza con una delegazione guidata dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.

Oltre al sostegno finanziario c’è anche l’impegno a «rilanciare il processo politico, i negoziati, e a sostenere il ruolo chiave dell’Onu» come ribadito l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini.

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14 dicembre 2019

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