Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Impegno e solidarietà
per sconfiggere l’ebola

· ​Intervento della Santa Sede ·

New York, 14. Impegno e solidarietà per combattere l’epidemia di ebola in Africa e rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi più a rischio. Questo il punto nodale del messaggio dell’arcivescovo Bernardito Auza, Nunzio Apostolico, Osservatore Permanente della Santa Sede, alla International Ebola Recovery Conference and Technical Consultation, tenutasi a New York il 9 e 10 luglio.

«In numerose occasioni la Santa Sede ha espresso una forte solidarietà alle persone affette da questa epidemia. Nel 2015, nel Messaggio al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Francesco ha fatto riferimento ai malati che sono spesso rifiutati e marginalizzati, inclusi, in particolare, “le vittime della nuova e terribile epidemia di Ebola... in Liberia, Sierra Leone e Guinea”». In quell’occasione — ha ricordato Auza — Papa Francesco «ha chiesto “all’intera comunità internazionale di fornire un’adeguata assistenza umanitaria ai pazienti e di compiere sforzi coordinati per combattere la malattia”».

Auza ha poi voluto sottolineare soprattutto l’impegno delle comunità cattoliche nei Paesi colpiti dall’epidemia «nel fornire supporto alle famiglie delle vittime». Queste comunità «si sono fortemente opposte alla discriminazione contro coloro che stavano guarendo dalla malattia e contro i bambini che erano rimasti orfani a causa delle morti dei loro genitori collegate all’Ebola». In stretta cooperazione con la Santa Sede, le organizzazioni cattoliche internazionali hanno elargito fonti e aiuti «per assistere la Chiesa cattolica nei Paesi affetti» dalla malattia, e «Papa Francesco stesso ha donato 500.000 euro per far progredire un’iniziativa speciale».

Nel corso del vertice delle Nazioni Unite a New York sono stati raccolti notevoli sostegni finanziari per fronteggiare il virus: tre miliardi e quattrocento milioni di dollari. Con i nuovi aiuti, l’Onu ha raggiunto una disponibilità totale di 5,18 miliardi di dollari. «Al di là dei fondi impegnati è però fondamentale che la macchina degli aiuti si muova davvero» ha detto durante la conferenza il presidente guineano, Alpha Condé. «Ci è stato promesso molto, ma finora abbiamo ottenuto poco; non servono grandi promesse se poi non arriva nulla». L’epidemia di Ebola in Africa occidentale ha provocato oltre undicimila decessi. Gravi anche le conseguenze sociali per l’assistenza sanitaria, l’occupazione e l'istruzione. E in Liberia, che a maggio era stata dichiarata libera dall’ebola, di recente sono stati registrati cinque nuovi casi. Il virus resta dunque una minaccia.

Il testo integrale dell'intervento dell'arcivescovo Auza

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE