Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Impegno di fraternità

· Il dialogo interreligioso tra bilanci e prospettive ·

Nel ricordo del servizio svolto dal cardinale Tauran

Nella fedeltà alle esigenze di verità e di carità del vangelo, il cardinale Jean-Louis Tauran è stato fino agli ultimi giorni un grande servitore della Chiesa in dialogo. Per questo, nel tracciare un bilancio annuale delle attività svolte dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso (Pcdi), non si può non ricordare il lutto che lo ha privato del suo infaticabile presidente. Gravemente ammalato, il porporato francese che la sera del 13 marzo 2013 pronunciò in mondovisione l’Habemus Papam per l’elezione di Francesco, si è spento il 5 luglio negli Stati Uniti, dove si trovava per curarsi. Non prima però di aver dato un ulteriore impulso alla missione di promozione della fraternità affidatagli dal Pontefice, con la storica visita compiuta a metà aprile in Arabia Saudita, su invito della Lega musulmana mondiale (Lmm).

Un viaggio preceduto da uno analogo, compiuto nel lontano 1974 dal cardinale Sergio Pignedoli, presidente del Segretariato per i non cristiani, che come inviato personale di Paolo VI fu ricevuto a Riad da re Faisal.

Nonostante l’inesorabile declino fisico provocato dalla malattia, il cardinale Tauran ha trascorso una settimana nella capitale saudita per incontrare tra gli altri lo sceicco Muhammad Abdul Karim Al-Issa, segretario generale della Lmm, e, nel palazzo reale, il sovrano Salman Bin Abd Al-Aziz, che è anche custode delle due sacre moschee delle città sante La Mecca e Medina. A Riad il porporato francese ha anche celebrato due messe, lasciando un ricordo indimenticabile nella comunità cattolica della penisola araba. Nella visita è stato accompagnato da una delegazione del dicastero, composta dal vescovo segretario Miguel Ángel Ayuso Guixot e dal capo-ufficio per l’islam monsignor Khaled Akasheh.

Ed è proprio il presule comboniano a confidare a «L’Osservatore Romano» quanto la prematura scomparsa del cardinale Tauran abbia suscitato dolore e sgomento tra i leader delle religioni impegnati nel dialogo: «Tante autorità — spiega monsignor Ayuso — hanno scritto messaggi di condoglianze che non erano di circostanza; ho visto buddisti che piangevano per il dispiacere di aver perso un amico, un promotore di quella cultura della tenerezza, dell’incontro, del rispetto e della ricerca della pace che tanto sta a cuore a Papa Bergoglio».

Del resto, tutta l’attività del Pcdi è improntata alla testimonianza e alla diffusione di questi valori, sia a livello istituzionale, sia attraverso l’amicizia personale fatta di prossimità, di partecipazione, di vicinanza. E nel 2018 non sono mancati momenti particolarmente significativi in tal senso. A cominciare dal mese di gennaio, quando i responsabili del dicastero hanno accompagnato una delegazione di yazidi a incontrare Francesco in Vaticano. In prevalenza rifugiati in Germania, rappresentavano, come i cristiani caldei, le vittime della feroce persecuzione scatenata in Iraq da parte del cosiddetto Stato islamico nei confronti di tutte le minoranze.

In febbraio, poi, monsignor Ayuso è intervenuto a Vienna alla conferenza organizzata dal Centro internazionale per il dialogo (Kaiciid), alle cui attività la Santa Sede partecipa con il ruolo di organismo osservatore fondatore. Circa 150 leader religiosi e accademici si sono riuniti nella capitale austriaca per il secondo appuntamento di alto livello sul tema della «promozione della coesistenza pacifica e cittadinanza per tutti», nel quale il presule ha letto il discorso d’apertura. Quindi in aprile è volato in Kenya per animare una conferenza tra cristiani e musulmani.

A maggio il Pontificio consiglio ha inviato il tradizionale messaggio ai buddisti per la festa di Vesakh dal titolo: «Prevenire e combattere insieme la corruzione». Nello stesso mese il vescovo segretario si è recato in Giordania per il quinto colloquio congiunto con il Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman. Accompagnato da monsignor Akasheh, nella sessione inaugurale ha letto un messaggio del cardinale presidente, molto applaudito dalla delegazione musulmana guidata dal principe El Hassan bin Talal.

Pochi giorni dopo, il dicastero ha ospitato a Roma una conferenza con buddisti, induisti, giainisti e sikh, sul tema «Dharma e Logos, dialogo e collaborazione in un’epoca complessa». Quindi in occasione del mese del Ramadan e per la festa di ‘Id al-Fitr 1439 h., il Pontificio consiglio ha recapitato il tradizionale messaggio augurale. Intitolato «Cristiani e musulmani: dalla competizione alla collaborazione», è stato l’ultimo firmato dal cardinale Tauran che era anche camerlengo di Santa Romana Chiesa. Per questo alle sue esequie, celebrate il 12 luglio nella basilica vaticana, Papa Francesco ha partecipato fin dall’inizio restando accanto al feretro per tutta la durata del rito.

E in continuità con la linea dettata dall’esempio del compianto porporato nativo di Bordeaux, l’attività del dicastero è ripresa a pieno ritmo dopo la pausa estiva: una delegazione guidata dal vescovo Ayuso e composta dai monsignori Indunil Kodithuwakku, sottosegretario, e Michael Santiago, e dal verbita Markus Solo, si è recata a settembre in Australia per una visita alla Chiesa locale, facendo tappa a Sydney, a Canberra e a Melbourne. Sempre a settembre si è tenuto a Verona un colloquio con i sikh residenti in Italia, che ha avuto per slogan «insieme per costruire ponti di amicizia e fraternità».

Ad Astana, in Kazakhstan, monsignor Akasheh ha quindi rappresentato il Pcdi al sesto congresso dei capi delle religioni tradizionali e mondiali svoltosi a ottobre. Nello stesso mese, nel quadro di una missione in Asia, il vescovo segretario, accompagnato da monsignor Kodithuwakku, ha partecipato a Taiwan al primo dialogo tra monache buddiste e cristiane sul tema «Azione contemplativa e contemplazione attiva», svoltosi presso il monastero Fo Guang Shan di Kaohsiung.

A novembre il messaggio per la festività di Deepavali dal titolo «Cristiani e indù: in difesa dei vulnerabili della società» ha preceduto altre visite nel continente asiatico. A Singapore monsignor Ayuso è intervenuto a un colloquio su «Etica cristiana e taoista in dialogo» e a Bangkok si è unito alle celebrazioni del 230° anniversario del Royal Temple di Wat Phra Chetupon (Wat Pho), il più sacro tempio buddista della Thailandia, che sorge nel comprensorio del palazzo reale della capitale.

Con l’intento di scambiarsi informazioni e nella prospettiva di comuni iniziative per l’approfondimento di alcuni temi, è in atto da vari anni una buona collaborazione tra il Pcdi e l’ufficio per il dialogo interreligioso e la cooperazione (Irdc) del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc). Si tratta di un’eloquente espressione della necessità del dialogo intra-cristiano in vista di quello ad extra.

Infine, a dicembre, monsignor Akasheh si è recato negli Emirati Arabi Uniti, dove ha preso parte alla quinta assemblea del Forum per la promozione della pace nella società musulmana, sul tema «Alleanza di virtù. Un’opportunità per la pace globale». In seguito, accompagnato dall’officiale monsignor Lucio Sembrano, è stato in Marocco, su invito dell’arcivescovo di Rabat, per intervenire a un incontro organizzato dall’Istituto ecumenico teologico Al Mowafaqa.

Ed entrambi questi ultimi paesi saranno le mete di due importanti viaggi internazionali di Papa Francesco nel 2019: dal 3 al 5 febbraio ad Abu Dhabi per l’incontro interreligioso internazionale sulla fratellanza umana; e dal 30 al 31 marzo nella capitale marocchina, oltre trent’anni dopo quello di Giovanni Paolo ii nell’agosto 1985. Sempre nel segno del dialogo, con quell’attenzione alle persone e alle altre tradizioni culturali e religiose, più volte richiamata nel suo magistero.

di Gianluca Biccini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 giugno 2019

NOTIZIE CORRELATE