Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Impegno
di Aung San Suu Kyi
sui rohingya

· Per una maggiore trasparenza nella gestione della crisi ·

Maggiore trasparenza sulla gestione da parte del governo del Myanmar della grave crisi umanitaria dei rohingya. È questo l’impegno che si è assunto oggi il consigliere di stato e ministro degli esteri del paese asiatico, Aung San Suu Kyi. Da Tokyo, dove si trova in visita ufficiale, il premio Nobel per la pace (1991), ha dichiarato di essere pronta «a riconoscere che abbiamo delle sfide da affrontare, soprattutto per quanto riguarda il Rakhine, e le difficoltà che abbiamo sul fronte della pace». Il riferimento è allo stato occidentale del Myanmar, teatro di una violenta repressione da parte dell’esercito di Naypyidaw e delle milizie buddiste contro la minoranza musulmana, che dal 2017 ha costretto alla fuga nel vicino Bangladesh quasi un milione di rohingya.

L’Onu ha senza mezzi termini accusato i militari del Myanmar di «genocidio» contro i rohingya, già definiti tra le minoranze etniche più perseguitate al mondo. «Non nascondiamo questo fatto ai nostri amici», ha detto Suu Kyi a Tokyo. Il premio Nobel per la pace, che non ha mai condannato le violenze dei militari governativi, è stata criticata duramente dalla comunità internazionale per il mancato intervento in favore dei rohingya. Suu Kyi è stata accolta a Tokyo da alcune manifestazioni di protesta, cui ha risposto dicendosi consapevole che la pace e la stabilità del Myanmar sono condizioni necessarie per garantirne il sostegno internazionale allo sviluppo economico. Oggi è previsto un faccia a faccia tra Suu Kyi e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe.

Intanto, l’Unione europea — si apprende da AsiaNews — si appresta ad applicare sanzioni commerciali al Myanmar per le persecuzioni nei confronti dei rohingya. Cecilia Malmström, commissario Ue per il commercio, ha fatto sapere che istituirà una commissione d’inchiesta per valutare possibili sanzioni commerciali a Naypyidaw. L’accusa è di violazione dei diritti umani.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE