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Impegno della Chiesa per lo sviluppo delle popolazioni  sudanesi

· Relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Sud Sudan ·

Le relazioni diplomatiche allacciate dalla Santa Sede con il Sud Sudan costituiscono, da un lato, un passo importante per il nuovo Stato, il 54° dell’Africa, che sta faticosamente costruendo il proprio futuro dopo la dichiarazione d’indipendenza del 9 luglio 2011, dall’altro, rispondono a una richiesta comune dei vescovi sudsudanesi.

De facto, una sorta di riconoscimento del Sud Sudan da parte della Santa Sede c’era già stato con l’invio di una delegazione ufficiale, guidata dal cardinale  John Njue, arcivescovo di Nairobi e presidente della Conferenza episcopale del Kenya, appunto alla cerimonia  di proclamazione dell’indipendenza. Ma le comunità ecclesiali locali e i loro vescovi avevano più volte espresso la convinzione che si dovesse  procedere al più presto per perfezionare le relazioni diplomatiche. Nel Sud Sudan, infatti,  un’elevata percentuale della popolazione – secondo stime concordi, più della metà degli oltre otto milioni di abitanti – si professa cattolica. Così come cattolici sono la gran parte dei sudsudanesi che vivevano nel nord, ma che negli ultimi due anni hanno fatto ritorno nelle regioni d’origine.

L’allacciamento delle relazioni diplomatiche mira a promuovere rapporti di mutua amicizia, utili sia ad assicurare alla Chiesa maggiore serenità e incoraggiamento nella sua missione spirituale e pastorale, sia  a favorire la cooperazione internazionale indispensabile allo sviluppo del nuovo Stato, tuttora alle prese, come del resto il Sudan, con giganteschi problemi lasciati irrisolti dall’Accordo generale di pace dell’8 gennaio 2005 – che pose formalmente fine all’ultraventennale conflitto nel sud – e dall’indipendenza sudsudanese.   Si tratta di una questione cruciale: in assenza di una forte volontà di pace e di vero sostegno internazionale allo sviluppo di entrambi i Paesi, non sono infatti da escludere sviluppi drammatici o almeno il perpetuarsi delle tensioni e delle violenze nelle aree di confine che hanno segnato questi primi diciotto mesi di vita del nuovo Stato.

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20 aprile 2019

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