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Impegno comune nella promozione della vita

· In Thailandia incontro dell’Ecumenical advocacy alliance sulla lotta all’Aids ·

Negli ultimi anni il dialogo ecumenico si è trovato a vivere una stagione nella quale l’approfondimento delle questioni teologiche, ancora oggetto di discussione, è stato affiancato dal moltiplicarsi di iniziative con le quali Chiese e singole comunità si propongono di rendere palese quanto i cristiani possono e devono fare insieme come segno della fedeltà alla missione di annunciare e di vivere l’unità della Chiesa. Talvolta, queste iniziative nascono per opera di gruppi e di associazioni, già impegnate nell’azione missionaria e nell’opera assistenziale, così da riproporre un modello per la ricerca dell’unità che richiama le origini del movimento ecumenico contemporaneo, ufficialmente nato a Edimburgo (1910) proprio per risolvere il problema delle divisioni nell’annuncio di Cristo.

Sono molti i soggetti che sono nati proprio per assecondare e per favorire questa testimonianza ecumenica per l’unità. Tra questi, uno dei più attivi è sicuramente la Ecumenical Advocacy Alliance (Eaa) organizzazione con sede in Svizzera, a Ginevra.

La Eaa, in realtà, è una rete di soggetti ecumenici che comprende organizzazioni internazionali, come il Consiglio delle Chiese africane, la Federazione luterana mondiale (Lwf) e la Caritas internationalis, e locali, come i presbiteriani del Canada e i luterani della Finlandia, solo per citare alcuni tra i quasi cento membri cattolici, ortodossi, protestanti e evangelicali che contribuiscono alla realizzazione dei progetti nel mondo.

L’idea, che ha portato nel 2000 alla creazione della Eaa, risulta sempre attuale, come mostra il grado di coinvolgimento dei membri, il cui numero continua a crescere, per realizzare i progetti che testimoniano un impegno cristiano nella società soprattutto nella lotta contro la fame e contro la sofferenza nel mondo, in nome della difesa dei valori umani, sui quali si deve fondare la giustizia che rappresenta il primo passo per sconfiggere ogni forma di discriminazione.

La Eaa si propone di operare in difesa dei più deboli nella convinzione che tutti i cristiani siano chiamati a farsi portavoce delle istanze degli ultimi nel mondo, secondo il messaggio evangelico che deve guidare i cristiani nella ricerca dell’unità della Chiesa.

In questi anni la Eaa ha rivolto una particolare attenzione ai malati di Aids, soprattutto a coloro che vivono in quei Paesi, nei quali i pregiudizi e la precarietà del sistema sanitario determinano la progressiva emarginazione del malato dalla società. Tra i progetti promossi proprio per debellare l’Aids — identificato come un fattore che genera ingiustizia — nel 2009 è stata lanciata una campagna triennale di intervento a sostegno dei malati e per una capillare campagna di prevenzione in modo da rimuovere pregiudizi e cattiva informazione su una malattia che rimane una terribile pandemia in molti Paesi. Per una prima verifica di questa campagna triennale, che vede coinvolti cristiani di diverse denominazioni, la Eaa ha convocato dal 20 al 22 marzo un incontro ecumenico internazionale, in Thailandia, a Chang Mai. L’appuntamento, che ha come titolo «Vivere la promessa», intende essere un’occasione per valutare lo stato della campagna, in particolare i progressi nella prevenzione, nel trattamento dei malati e nel coinvolgimento delle strutture statali, là dove è stato possibile. E per programmare i prossimi passi, proprio alla luce dei risultati ottenuti e delle difficoltà incontrate. L’incontro è anche un’opportunità per rilanciare l’azione ecumenica della Eaa contro l’Aids, che non significa solo promuovere un’azione capillare ma anche una riflessione sul significato della vita come dono di Dio. Proprio su questo punto appare fondamentale il coinvolgimento di credenti di altre religioni con i quali è possibile condividere la battaglia per l’affermazione di quei valori umani, che i cristiani sono chiamati a annunciare e a difendere in ogni parte del mondo. La stessa scelta della Thailandia — Paese nel quale i cristiani sono una minoranza circoscritta, ma molto attiva e in crescita, chiamata a confrontarsi con una realtà multireligiosa, nella quale predominante è una tradizione buddista — risponde al desiderio della Eaa di trovare sempre nuovi punti d’incontro con le altre religioni in un’azione quotidiana in grado di cambiare la società, rimuovendo gli elementi di ingiustizia e di povertà. Senza, però, che questa collaborazione possa mettere in pericolo il peculiare ruolo dei cristiani.

Anche per questo, il convegno ha previsto un incontro con una comunità buddista locale per un confronto sulle soluzioni proposte per affrontare la diffusione dell’Aids e l’emarginazione dei malati, all’interno di un percorso che privilegia ciò che i cristiani devono fare insieme in questo campo. Il confronto con questa esperienza si inserisce in un programma, che, oltre a offrire una serie di elementi sullo stato della campagna, frutto di un’analisi complessiva di quanto la Eaa sta promuovendo, soprattutto in Africa e in Asia, propone uno scambio di esperienze quotidiane con le quali misurare il livello di comprensione della centralità del cammino ecumenico per rendere efficace la campagna in difesa degli ultimi. Con questo convegno la Eaa si propone anche di rilanciare una riflessione teologica sul rapporto tra i diritti umani e la lotta contro l’Aids e di sostenere ogni forma che faciliti l’accesso alle medicine in nome di un’uguaglianza dell’assistenza che affonda le proprie radici nell’assistenza ai malati, indicato nelle Sacre Scritture, in particolare nei Vangeli. Si tratta così di rendere sempre più centrale la scelta in favore di una testimonianza cristiana, fondata sulla condivisione delle Sacre Scritture e delle tradizioni di Chiese e comunità ecclesiali, che spinga i singoli cristiani a farsi annunciatori del messaggio evangelico, come elemento fondamentale e irrinunciabile per la vita della Chiesa così da condurre alla progressiva rimozione dello scandalo della divisione nell’annuncio del Vangelo per vivere l’unità nella carità.

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