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​Impegno comune nella lotta alla fame

· Rafforzata la collaborazione tra Fao e Unione europea ·

Rafforzare la resilienza delle comunità alle crisi alimentari, affrontare i cambiamenti climatici, migliorare l’uso delle risorse naturali, investire in agricoltura e migliorare i sistemi nutrizionali e alimentari. Sono questi gli obiettivi che Unione europea e Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) si sono prefissati per i prossimi due anni, ribadendo il loro impegno ad affrontare problemi a livello mondiale come l’aumento della fame, la necessità di portare prosperità e pace e la costruzione di un futuro più sostenibile per tutti.

«È essenziale il sostegno continuo dell’Ue al multilateralismo e al sistema delle Nazioni Unite per raggiungere l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile» ha affermato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva. «Occorre inoltre affrontare le sfide che la migrazione forzata, i conflitti e le crisi alimentari continuano a porre oggi». Il commissario europeo per la cooperazione e lo sviluppo internazionale, Neven Mimica, consapevole che «la sicurezza alimentare e l’agricoltura sostenibile continuano a rappresentare sfide urgenti» ha ricordato che il mese scorso Fao e Ue hanno firmato un accordo per 77 milioni di euro, per «aumentare la capacità di recupero di milioni di persone alle prese con crisi alimentari in tutto il mondo».

Tra il 2007 e il 2017, infine, l’Ue, principale partner delle risorse della Fao, ha erogato più di 1,5 miliardi di euro per oltre 250 programmi in 60 paesi, aumentando il sostegno a seguito della crisi dei prezzi alimentari del 2007-2008 e nel 2017 per affrontare l’insicurezza alimentare, i problemi di sviluppo agricolo legati a conflitti, migrazione e sfide ambientali e climatiche.

Inoltre, tra il 2014 e il 2017 quasi la metà dei contributi è stata destinata all’Africa, con iniziative anche in Europa, America latina, Vicino oriente e Asia.

Anche quest’anno la rafforzata collaborazione tra Fao e Ue guarda soprattutto all’Africa, dove i dati sono allarmanti. Nell’Africa subsahariana la popolazione è stremata dall’impatto del cambiamento climatico, soprattutto a causa delle gravi siccità degli ultimi due anni, che hanno letteralmente distrutto pascoli e terreni, causando la perdita di milioni di capi di bestiame, da cui dipende il sostentamento quotidiano di milioni di persone. A questo si aggiunge l’effetto delle piogge stagionali degli ultimi mesi e delle inondazioni.

Secondo il Pam (Programma alimentare mondiale), 795 milioni di persone nel mondo oggi soffrono la fame. La fame non colpisce solamente i singoli individui, ma mina anche le potenzialità economiche dei paesi in via di sviluppo.

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