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Impegno comune
per la pace siriana

· ​Processo di Ginevra ·

L’Onu, la Russia, l’Iran e la Turchia nonostante non abbiano raggiunto un accordo sulla formazione del comitato costituzionale per la Siria hanno espresso la loro determinazione a compiere i necessari sforzi affinché la prima sessione dell’organismo possa essere convocata all’inizio dell’anno prossimo. È quanto si legge in una dichiarazione comune diffusa al termine di un incontro ieri a Ginevra tra i ministri degli esteri di Russia, Iran e Turchia insieme all’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura. L’istituzione di un comitato costituzionale è considerata dagli analisti una tappa essenziale nella costruzione del futuro politico della Siria post-conflitto.

Il comitato incaricato di dare alla Siria una nuova costituzione nell’ambito degli sforzi per una soluzione al conflitto «dovrà lavorare in uno spirito di compromesso e di impegno costruttivo» afferma la dichiarazione letta dal capo della diplomazia russa Sergej Lavrov. Il ministro russo e gli omologhi turco, Mevlüt Çavuşoğlu, e iraniano, Mohammad Javad Zarif, hanno inoltre auspicato «l’avvio di un processo politico, guidato e controllato dai siriani con l’aiuto delle Nazioni Unite». E sempre ieri, in una conferenza stampa separata, de Mistura, pur sottolineando gli sforzi positivi di Russia, Iran e Turchia, ha detto di ritenere che «vi sia ancora molto da fare per giungere a un comitato costituzionale credibile, equilibrato e inclusivo». Uno dei punti ancora in sospeso — ad esempio — è quello riguardante chi guiderà la commissione. De Mistura, giunto al termine del suo mandato come inviato speciale dell’Onu, incontrerà il segretario generale delle Nazioni Unite a New York prima di informare il Consiglio di sicurezza il 20 dicembre 2018.

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