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Impegno per combattere la fame

· L’Onu chiede oltre quattro miliardi di dollari per le crisi umanitarie in Yemen, Nigeria, Sud Sudan e Somalia ·

L’Onu ha bisogno di 4,4 miliardi di dollari di finanziamenti per fronteggiare lo spettro della fame in quattro paesi: Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen. A lanciare l’allarme è stato il segretario generale, António Guterres, secondo il quale oltre venti milioni di persone si trovano in condizioni drammatiche e devono essere aiutate in tempi brevissimi, almeno entro la fine di marzo per evitare una catastrofe umanitaria di dimensioni enormi. 

Finora le Nazioni Unite hanno raccolto soltanto novanta milioni di dollari. Un simile allarme non si era riscontrato negli ultimi decenni, l’ultimo caso di emergenza dal 2000 aveva riguardato uno dei quattro paesi citati da Guterres, la Somalia, dove la permanente situazione di carenza alimentare è tuttora legata alla siccità. In Nigeria, Sudan del Sud e Yemen, invece, la fame è prodotta da situazioni di conflitto armato. «È una situazione terribile. Milioni di persone — ha detto Guterres — stanno sopravvivendo a stento. Sono obbligati a uccidere i loro pochi animali e a utilizzare le sementi che avrebbero dovuto piantare per la prossima stagione. Restano poi vulnerabilissimi alle malattie e alle epidemie». La situazione più terribile è quella nello Yemen, dove a causa del conflitto che oppone le forze del presidente Hadi, internazionalmente riconosciuto, e i ribelli huthi la popolazione civile è ridotta allo stremo. Altrettanto drammatica la situazione di Sud Sudan e Somalia, dove da mesi non cade una goccia di pioggia. La siccità sta avendo ripercussioni terrificanti su paesi già poverissimi e attanagliati da violenze e instabilità politica. Solo in Sud Sudan, ha denunciato l’Unicef, sono a rischio circa cinque milioni e mezzo di persone.

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20 luglio 2019

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