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Ricostruire per andare avanti

· A un anno dal sisma nell’Italia centrale il vescovo di Rieti avverte che rinviare non paga ·

 Alle 3.36, ora del sisma che il 24 agosto di un anno fa ha sconvolto il centro Italia, la città di Amatrice ha ricordato le 249 vittime con altrettanti rintocchi di campane. Dopo una fiaccolata per le vie della cittadina laziale quasi rasa al suolo, questa mattina in tanti — venuti anche da altre regioni — hanno partecipato alla messa celebrata dal vescovo di Rieti, Domenico Pompili, in presenza del presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni. Il vescovo ha affermato che «non basta nascere, bisogna imparare a rinascere», per poi sottolineare che «rinviare non paga mai, neanche in politica».

Il centro storico di Amatrice a un anno dalla prima forte scossa del 2016 (Ansa)

Pompili ha parlato di ricostruzione raccomandando l’importanza di «evitare frasi fatte», come — ha detto — la promessa di «ricostruire come era e dove era». Ricostruire «è possibile» e il vescovo ha invitato tutti all’impegno senza rinvii. Ha tuttavia sottolineato che «non si ricostruisce l’identico, bensì l’autentico», perché «la storia non torna mai indietro». Ricostruire — ha spiegato Pompili — «vuol dire sempre andare avanti». E in questo senso ha raccomandato: «È bene che Amatrice conservi perfino le ferite, perché da quelle le future generazioni apprenderanno che la città, più che dalle mura e dalle sue vie, è fatta dall’ingegno e dalla passione di chi la edifica». Ma, è importante «lasciarsi ispirare dal cielo che invita ad allargare l’orizzonte».

Nelle parole di monsignor Pompili c’è anche l’invito a considerare che «per rinascere non basteranno eroi solitari» e «anzi, a dirla tutta, una comunità senza eroi è una comunità eroica». Dunque, «non si tratta di distribuire medaglie o colpe ma di fare quello che ci spetta». Il messaggio è forte: «È la fuga dalla propria quota di impegno che lascia le macerie dove sono».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una corona di fiori ad Amatrice, ma il pensiero è per tutti gli altri luoghi della tragedia di un anno fa, come Accumoli, Arquata o Pescara del Tronto. Il sisma del 24 agosto 2016 è stato di magnitudo 6. Due potenti repliche sono avvenute il 26 ottobre 2016 con epicentri al confine umbro-marchigiano. E il 30 ottobre è stata registrata la scossa più forte, di magnitudo 6,5 con epicentro in provincia di Perugia. Il 18 gennaio si sono registrate altre quattro scosse di magnitudo superiore a 5, con punta massima di 5,5, ed epicentri localizzati tra alcuni comuni aquilani.

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