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Immigrazione nuova frontiera della politica europea

· Il controllo dei flussi e i soccorsi in mare all’esame del Consiglio dei ministri degli Esteri riunito a Lussemburgo ·

Mentre non s’interrompono gli sbarchi di migranti sulle coste siciliane — ieri ne sono arrivati 254 a Catania, compresi 94  minorenni e molte donne, alcune delle quali  incinte —  la ricerca di una linea comune per la gestione dei flussi migratori e dei soccorsi è tra i temi  in discussione al Consiglio dei ministri degli Esteri dei 28 Paesi dell’Unione europea, riunito oggi a Lussemburgo.

In preparazione del vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo,  di giovedì e venerdì prossimi a Bruxelles, dedicato appunto a tali argomenti,  i responsabili delle diplomazie se ne stanno occupando  nell’ambito  del cosiddetto vicinato meridionale, in particolare riguardo alla Libia. La situazione del Paese nord-africano, dopo le recenti nuove turbolenze, era già all’ordine del giorno e in questo contesto i ministri  collocano il  problema degli sbarchi e delle reti  criminali che usano la Libia come una delle basi di partenza dei natanti. Entrando in Consiglio, diversi ministri, come lo svedese Carl Bildt, il britannico William Hague e l’italiana Emma Bonino hanno dichiarato che un’efficace cooperazione con i Paesi dell’Africa settentrionale e del Vicino Oriente resta di importanza  cruciale. In particolare il ministro degli Esteri britannico ha sottolineato che a suo avviso, «la politica più importante che l’Europa può portare avanti per contenere l’immigrazione non regolare è lavorare con i Paesi del nord Africa, per fare in modo che la gente possa prosperare nei  Paesi d’origine».

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12 novembre 2019

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