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Immigrazione
crisi europea

· ​Vertice tra Ban Ki-moon e Renzi ·

«Non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo». Così il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è espresso ieri sulla questione dell’immigrazione. Oggi ne discuterà con il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, e con l’Alto rappresentante Ue della Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, in un vertice che si terrà su una nave al largo delle coste siciliane. 

Procedure di identificazione per un migrante (Afp)

I mezzi italiani, insieme a quelli di Triton, la missione dell’Ue, e ai mercantili privati stanno affrontando una situazione molto difficile: ogni giorno decine di disperati in fuga dalla guerra e dalla miseria partono su barconi gestiti da trafficanti senza scrupoli. Finora, nel solo 2015, oltre venticinquemila persone sono sbarcate. Centinaia i morti affogati. L’ultimo sbarco è avvenuto oggi a Taranto, dove sono giunti 167 migranti. Di fronte a questo dramma l’Europa continua a discutere per trovare una strategia comune. Finora la risposta è stata inadeguata rispetto a quella che, in un editoriale pubblicato sul «Corriere della sera» di ieri, domenica 26 aprile, Ernesto Galli della Loggia ha definito «una sfida geopolitica di carattere epocale». La sola cosa «che l’Unione si è saputa inventare è stata quella di mandare qualche altra nave nel Mediterraneo o di destinare una manciata in più di quattrini all’operazione Triton». E questo — ha sottolineato Galli della Loggia — significa soltanto «far finta di fare qualcosa allo scopo di non far nulla». Di fronte ai barconi di migranti alla deriva a largo delle coste libiche, l’Unione ha rivelato tutte le sue debolezze, la sua incapacità di essere a pieno titolo un soggetto politico: «La mancanza di leadership e di visione minaccia di renderla un organismo sempre più ingombrante per le cose facili e sempre più inutile per quelle difficili» ovvero «un vuoto ammasso di egoismi nazionali che dura finché questi non vengono disturbati» ha scritto Galli della Loggia. Ma una soluzione è possibile, e lo stesso Galli della Loggia ne indica una, chiara e concreta: invece di dare i soli a se stessa per incrementare i sistemi di soccorso, l’Unione potrebbe, guardando alla radice del problema, stringere «rapporti speciali di aiuto e cooperazione» con i Paesi africani da cui provengono i migranti. 

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