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Imam nel mirino degli estremisti

· L’ultima vittima si è registrata in Kenya ·

L’uccisione di religiosi come strumento di lotta: l’affermarsi del radicalismo in vaste regioni dove i musulmani sono in maggioranza si sta traducendo in un conflitto in cui spesso, anche per il carattere simbolico di tale scelta, a cadere sono dei religiosi.

 Accade anche in Kenya (Paese in cui i musulmani sono una minoranza ma dal proselitismo aggressivo) dove lunedì scorso è stato ucciso Mohamed Idris, presidente del Consiglio degli imam e dei predicatori, organismo che si distingue nella ricerca del dialogo anche interconfessionale.

Idris, 64 anni, è stato raggiunto da due colpi d’arma da fuoco poco prima dell’alba, a Mombasa, mentre si dirigeva alla moschea per le preghiere mattutine. Il religioso era stato l’autore di appassionati discorsi contro gli insorti somali Shebab, legati ad Al-Qaeda. «Era un pilastro di unità tra la nostra gente, e ha lasciato un vuoto enorme», ha commentato il commissario regionale di Mombasa, Nelson Marwa.

Mohamed Idris era un avversario dichiarato del jihadismo. Il Consiglio degli imam e dei predicatori del Kenya, da lui guidato, è un’organizzazione non governativa musulmana che promuove il dialogo fra le religioni e le autorità. 

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22 settembre 2019

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