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Il voto in Nigeria ostaggio di Boko Haram

· Tra un mese si rinnovano presidenza e Parlamento federali ·

Mentre il nord-est della Nigeria resta ostaggio di un terrorismo che si è ormai fatto guerra civile, il Paese si accinge tra un mese ad andare al voto per rinnovare presidenza e Parlamento. 

Il presidente Goodluck Jonathan, che si ricandida, è giudicato da molti osservatori sempre più impopolare a causa dell’inefficacia delle forze di sicurezza di fronte alla feroce sfida di Boko Haram, il gruppo terrorista islamista che da cinque anni devasta gli Stati nordorientali e non solo. E infatti la stampa locale non sta dando molto credito nemmeno all’ultima controffensiva lanciata in queste ore dall’esercito contro i miliziani di Boko Haram che hanno occupato la città di Baga, nel Borno. Qui e in altri villaggi, nei giorni scorsi, i miliziani hanno ucciso migliaia di persone e costretto altrettante alla fuga. Secondo analisti locali e internazionali, il principale sfidante di Jonathan, Muhammadu Buhari, vede aumentare i propri consensi anche nel sud a maggioranza cristiana del Paese e non solo tra le popolazioni musulmane del nord, quelle in ultima analisi più colpite dalla ferocia di Boko Haram, dopo che all’inizio l’azione del gruppo si era concentrata sulle strutture governative, gli interessi occidentali e poi le minoranze cristiane.

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08 dicembre 2019

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