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Il voto iracheno più forte delle bombe

· Alta affluenza per le legislative ·

Il voto più forte delle bombe. I terroristi avevano minacciato violenze per intimidire gli iracheni e per impedire loro di recarsi alle urne in occasione delle legislative. I guerriglieri hanno dato seguito alle minacce e i loro attacchi hanno causato trentotto morti e più di cento feriti. Ma gli iracheni hanno dato prova di grande coraggio: nonostante le violenze, alta, infatti, è stata l'affluenza alle urne. Una partecipazione molto significativa, che è stata elogiata dalla comunità internazionale.

Il presidente statunitense Barack Obama ha parlato di «pietra miliare nella storia di una nazione che sceglie il proprio futuro attraverso un processo politico». Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton ha affermato: «Costruiremo una relazione solida e permanente con il nuovo Governo».

Secondo i primi dati — i risultati ufficiali non saranno diffusi prima di due giorni — il premier Nouri Al Maliki sarebbe in testa a Najaf, nel crocevia petrolifero di Bassora e a Kerbala. In questi centri il suo partito, l'Alleanza per lo Stato di diritto, avrebbe superato sia i rivali sciiti dell'Alleanza nazionale, sia il blocco secolare Iraqiya.

Nel tentativo di sabotare le elezioni, gli insorti hanno attaccato seggi e votanti concentrando le azioni a Baghdad. Proiettili di mortaio si sono abbattuti sui quartieri del centro, investendo anche la «Zona verde», che ospita gli uffici governativi e le sedi delle ambasciate.

Nel complesso, tuttavia, le operazioni di voto si sono svolte con regolarità in tutte le zone del Paese.

Imponenti le misure di sicurezza, affidate alle forze locali. Oltre seicentomila agenti hanno vigilato sui 64.000 seggi sparsi nel territorio e sui circa diciannove milioni di cittadini chiamati a scegliere, tra i 6.200 candidati, i 325 che siederanno nel nuovo Parlamento.

«Le forze di sicurezza irachene hanno fatto un lavoro splendido — ha affermato il segretario alla Difesa statunitense, Robert Gates —. L'affluenza alle urne è stata alta. Questa è stata una bella giornata per gli iracheni e per tutti noi».

Il presidente iracheno Jalal Talabani ha dichiarato: «In questo giorno storico il vincitore assoluto è il popolo iracheno». Gli ha fatto eco il premier Al Maliki che ha detto: «Questa giornata dimostra la forza del nostro popolo che non si fa intimidire dagli atti di violenza».

Il ministro degli Esteri dell'Unione europea, Catherine Ashton, ha affermato che l'alta affluenza alle urne ribadisce l'impegno del popolo iracheno per un Paese democratico. E ha aggiunto: «Non vediamo l'ora di lavorare con il nuovo Governo non appena entrerà in carica».

Dal canto suo il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha reso omaggio al «coraggio» degli elettori. «Gli iracheni si sono mobilitati in gran numero per votare alle legislative, nonostante una nuova esplosione di violenza terroristica» ha affermato in un comunicato il capo della diplomazia francese. La nota si conclude sottolineando che la Francia «si terrà al fianco degli iracheni nella loro battaglia per la ricostruzione e la democrazia».

Secondo il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, «è stato un voto della gente contro i terroristi che la comunità internazionale deve salutare con favore». Il capo della diplomazia italiana ha quindi sottolineato che in Iraq «c'è uno straordinario bisogno che la minoranza cristiana sia tutelata».

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