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Il volto oscuro
dello Stato

· Alle origini di mafia e camorra ·

In un saggio pubblicato recentemente (La mala setta. Alle origini di mafia e camorra, 1859-1878, Torino, Einaudi, 2015, pagine 403, euro 35), di piacevole lettura e molto ben documentato, lo storico dell’università di Teramo Francesco Benigno imputa una serie di gravi mancanze alla storiografia che si è occupata della questione del crimine organizzato nell’Italia post-unitaria. Lo scrive Giovanni Cerro aggiungendo che anzitutto, gli studi sul tema indagano in genere il fenomeno delinquenziale alla luce delle strutture che hanno caratterizzato la malavita organizzata a partire dalla seconda metà del Novecento, al fine di individuare modus operandi di lungo periodo. Ciò li porta spesso a considerare i criminali come una classe chiusa, sempre uguale a se stessa e immune all’evoluzione storica. Un altro rischio è la tendenza a reificare la criminalità, ritenendola connaturata a una parte della popolazione, e di conseguenza inestirpabile.

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