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Il volto inedito
degli “equilibristi
della povertà”

· L’allarme contenuto nel rapporto della Caritas di Roma ·

Vengono definiti “equilibristi della povertà” e sono quelle persone che hanno un reddito sufficiente a pagare un affitto o anche un mutuo, e che riescono a malapena a comprare qualcosa da mangiare o a pagare le utenze. Questa situazione vulnerabile li fa vivere costantemente sull’orlo del precipizio della povertà vera e propria, in cui spesso cadono di fronte a imprevisti anche minimi. È quanto emerge dal terzo rapporto su “La povertà a Roma: un punto di vista - anno 2019” della Caritas diocesana, presentato martedì mattina nella sala “Cardinale Ugo Poletti” del Palazzo Lateranense. Un testo che illustra il quadro generale della situazione socio-economica della Capitale e l’incessante attività dei 157 centri di ascolto promossi dalle parrocchie. Durante l’incontro, al quale sono intervenuti il cardinale vicario, Angelo De Donatis, e il direttore della Caritas diocesana, don Benoni Ambarus, è stato presentato anche il “piano freddo” diocesano affinché «la città possa essere sentita da chi vive in strada come un luogo aperto e familiare, disponibile e in ascolto».

Dal rapporto, emerge che nel 2018 i romani sono diminuiti di 16.605 unità. In particolare, nel I municipio. Soprattutto, la popolazione non solo è invecchiata, ma circa il 40 per cento ha un reddito fino a 15.000 euro, un altro 40 per cento tra 15.000 e 35.000. Solo il 17,5 per cento dei romani presenta redditi imponibili tra 35.000 e 100.000 euro. Le zone maggiormente a rischio povertà sono quelle del quadrante nord del III anello (Cesano, La Storta, Santa Cornelia, Prima Porta, Labaro, Tor San Giovanni e Bufalotta), seguite da quelle a est (Torre Angela, Giardinetti - Tor Vergata, San Vittorino) e ovest (Boccea, Casalotti, Pantano di Grano); infine a sud (Ostia, Acilia, Porta Medaglia e Santa Palomba). Nel II anello, invece, le zone a rischio sono in particolare concentrate nel quadrante est (con i quartieri popolari di San Basilio, Tor Cervara, La Rustica, Tor Sapienza, Alessandrina, Centocelle, Casetta Mistica, Torre Maura, Quadraro e Tor Fiscale).

In questa situazione — viene sottolineato nel rapporto — l’imperativo inderogabile per la maggior parte delle persone è quello del fronteggiamento delle necessità quotidiane di base, in continuo bilico tra il rischio povertà e quello dell’indebitamento; sono “gli equilibristi della povertà” «che entrano ed escono da tale condizione in rapporto a eventi anche minimi (ad esempio il figlio che perde il lavoretto con cui si riusciva a pagare le bollette). Non è infrequente che questa tipologia di cittadini metta in conto la mensa Caritas come una voce del bilancio familiare».

Le famiglie con figli minori e reddito inferiore ai 25.000 euro si stima siano 125.560 (incidenza media 9,2 per cento). Secondo l’ente caritativo, si tratta prevalentemente di famiglie di 4 persone con circa 1.700 euro netti al mese, con cui si deve fare fronte a un affitto o a un mutuo che, mediamente a Roma, arrivano a circa 1.000 euro al mese. Una vera e propria condizione di povertà se si pensa che l’Istat stima per questa specifica tipologia di famiglie la soglia di povertà sotto i 1.541,25 euro al mese.

La fascia dei 30-44enni (quella in cui si sedimentano le scelte familiari e lavorative) subisce un generale schiacciamento reddituale verso il basso sia rispetto ai 45-59 anni, sia rispetto a quella sopra i 60 e gli over 75 (relativa alle persone in pieno pensionamento). Ciò avviene praticamente in tutta la città: anche nei municipi ricchi gli adulti giovani presentano redditi fortemente ridotti. Anzi, «gli under 44 anni che registrano il maggior stacco reddituale con le fasce d’età successive sono proprio quelli del I e II municipio». Lo scorso anno le persone che si sono rivolte ai servizi della Caritas sono state in totale 19.969, in particolare alla Caritas diocesana 13.780 persone e ai Centri Caritas parrocchiali 6.189. Nei centri diocesani gli uomini sono il 71,7 per cento, nei parrocchiali prevalgono le donne con il 68,7 per cento. La lieve diminuzione registrata dagli utenti dei Centri Caritas diocesani conferma il fatto che la povertà, contrariamente a quanto si pensa, «prevalentemente non è una condizione necessariamente perpetua. La povertà attuale mantiene le persone in uno stato di precarietà esistenziale».

In calo anche le nascite. Nel 2018 sono state 19.941, più di un quarto in meno di quelle del 2008. Il rapporto segnala una forte discordanza tra desiderio genitoriale e sua realizzabilità. A Roma tra il 2006 e il 2018 si è assistito a un calo di circa un terzo dei bimbi nati da madri di 25-34 anni. L’unica fascia d’età che registra dal 2006 a oggi un aumento eclatante dei nuovi nati è quella delle madri ultra 45enni che passa da 76 a 376.

Con l’arrivo dell’inverno, inoltre, Caritas ha già messo a punto una serie di interventi volti ad alleviare le sofferenze di tante persone che sono costrette a vivere per le strade della capitale. In aggiunta ai servizi di accoglienza ordinaria saranno messi a disposizione 70 posti letto aggiuntivi che verranno attivati in appositi locali situati all’interno della Cittadella della Carità. Non solo. Dal 1° dicembre prossimo fino alla fine di aprile 2020 saranno operative sul territorio delle équipe di operatori di provata esperienza umana e professionale che da anni operano nei servizi, per condividere insieme il percorso di accoglienza nelle parrocchie. “Abitare con il cuore la città” è l’obiettivo del cammino ecclesiale 2019-2020; occorre adottare uno stile nuovo, fatto di ascolto e di relazioni amichevoli e familiari, ascoltando il grido dei poveri e aprendo loro cammini di liberazione. Il “piano freddo” nella sua concretezza, vuole essere lo spazio incarnato in cui ascoltare il grido profetico dei poveri e aprire nuove vie e nuovi stili di vita per la città, segnata sempre più da disgregazione, disuguaglianze, isolamento e individualismo. Il piano prevede l’incremento degli automezzi in uscita ogni sera su strada per il monitoraggio e il supporto a ogni necessità proveniente da chi vive in strada. Si tratta in concreto di 5 unità mobili totali (Servizio itinerante) che percorreranno le strade di Roma, incluse le aree più periferiche. Il Servizio itinerante opererà nel periodo invernale dalle ore 19.30 alle 23.00 per andare incontro alle persone più fragili che vivono in strada e rischiano maggiormente di subire le conseguenze dell’abbassamento delle temperature e dell’isolamento. Al riguardo, sarà richiesta alle parrocchie la disponibilità di volontari (singoli o piccoli gruppi) da coinvolgere nelle uscite su strada e nell’incontro con le persone senza fissa dimora. È previsto il lancio di una campagna di raccolta — rivolta a parrocchie, associazioni, singoli cittadini — di coperte, lenzuola, asciugamani, cuscini, vestiario e beni di prima necessità che serviranno per attivare i posti aggiuntivi all’accoglienza notturna. Inoltre, saranno attivi due numeri telefonici (06.88815201 - 342.7902662) e un contatto e-mail (servizioitinerante@caritasroma.it) dedicati specificatamente agli interventi su strada per tutto il periodo invernale. Infine, sarà effettuato uno studio-mappatura delle diverse situazioni di povertà estrema presenti in strada attraverso l’utilizzo di strumenti di rilevamento quali interviste, questionari, schede precompilate, appunti del diario di bordo.

«Il nostro obiettivo principale — sottolineano dalla Caritas — sarà la promozione umana e civile delle persone, “accompagnandole” nella loro globalità, in un percorso ideale che dal disagio, dalla solitudine, porti via via all’autonomia e all’inserimento sociale e comunitario, rispettando i tempi e le capacità di ognuno e valorizzandone le potenzialità. Tutto ciò, cercando di andare oltre una logica assistenzialistica che, anziché liberare dal disagio lo rende cronico; senza perdere mai di vista il valore dell’accoglienza, della solidarietà e della gratuità».

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29 gennaio 2020

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