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Il Visitatore

· ​André Palmeiro e i gesuiti in Asia nel XVI secolo ·

A fine ottobre di quest’anno un veicolo spaziale commerciale progettato dalla Virgin Galactic è precipitato durante un volo di prova. L’idea del progetto era quello di offrire a centinaia di passeggeri, al costo di duecentomila dollari per posto, l’eccezionale esperienza di osservare la Terra da un’altezza di oltre cento chilometri.

Gesuita e nobile giapponese (1600 circa)

Nell’incidente solo uno dei due piloti che erano ai comandi della navicella si è salvato.Lo scrive Cristian Martini Grimaldi aggiungendo che mutatis mutandis è questo lo scenario che si trovava davanti chi nel XVI secolo intendeva intraprendere un viaggio dall’Europa all’Asia, un viaggio il cui coefficiente di difficoltà è paragonabile agli odierni tentativi di raggiungere lo spazio. Date queste premesse, è chiaro che possedere una condizione fisica eccellente era un fattore fondamentale: più si era giovani e in salute più alte erano le probabilità di farcela. Eppure fu proprio in quest’epoca, in cui l’aspettativa di vita non superava i quarant’anni, che il gesuita portoghese André Palmeiro partì per l’Asia alla veneranda età di quarantanove anni. Un’età a quel tempo già avanzata per intraprendere un viaggio di poche centinaia di chilometri da una città all’altra, figuriamoci l’attraversamento in nave di mezzo globo.

di Cristian Martini Grimaldi

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18 luglio 2018

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