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Il vino buono della famiglia

· ​All’udienza generale Papa Francesco commenta l’episodio evangelico di Cana e ringrazia per la bella testimonianza chi celebra le nozze d’oro ·

«Quello sì che è “il vino buono” della famiglia!»: Papa Francesco ha scelto l’immagine simbolo delle nozze di Cana per ringraziare pubblicamente della loro «bella testimonianza» le coppie che festeggiavano i cinquant’anni di matrimonio partecipando all’udienza generale di mercoledì 8 giugno, in piazza San Pietro. Nelle riflessioni sul tema giubilare alla luce di episodi evangelici, il Pontefice ha commentato questa mattina proprio quello descritto da Giovanni (2, 1-11) in cui si rivela «il primo segno della misericordia» di Gesù. Si tratta, ha chiarito ricorrendo al linguaggio dell’informatica, di «una sorta di “portale d’ingresso”, in cui sono scolpite parole ed espressioni che illuminano l’intero mistero di Cristo e aprono il cuore dei discepoli alla fede».

John August Swanson, «La festa di nozze»

Soffermandosi sul «primo dei miracoli» di Cristo, che l’evangelista chiama «segni», perché fatti «non per suscitare meraviglia, ma per rivelare l’amore del Padre», il Papa ha sottolineato l’importanza della trasformazione dell’acqua in vino. «L’acqua è necessaria per vivere — ha spiegato — ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa».

E siccome, ha aggiunto con una delle sue consuete considerazioni personali improvvisate a braccio, «è una festa di nozze nella quale manca il vino, i novelli sposi provano vergogna di questo. Ma immaginate voi — ha commentato scherzosamente Francesco — finire una festa di nozze bevendo thé; sarebbe una vergogna. Il vino è necessario per la festa».

Successivamente il Papa ha spostato l’attenzione sulla Vergine Maria, l’altra protagonista della scena, e in particolare sulle parole che rivolge ai servitori. «È curioso — ha osservato — sono le ultime sue parole riportate dai Vangeli: sono la sua eredità che consegna a tutti noi. Anche oggi la Madonna dice a noi tutti: “Qualsiasi cosa Gesù vi dica, fatela”. È l’eredità che ci ha lasciato: è bello».

Infatti, ha proseguito, «servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua Parola». E in tal modo «la raccomandazione semplice ma essenziale della Madre di Gesù» diventa «il programma di vita del cristiano. Per ognuno di noi — ha concluso il Papa — attingere dall’anfora equivale ad affidarsi alla Parola di Dio per sperimentare la sua efficacia nella vita».

E a proposito di nozze, proprio mercoledì è stata resa nota l’istituzione da parte del Pontefice di un tavolo di lavoro, coordinato dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, «per la definizione delle principali questioni interpretative e applicative di comune interesse», relative alla riforma del processo matrimoniale introdotta dal motuproprio Mitis Iudex Dominus Iesus.

Al termine dell’udienza Francesco ha salutato i vari gruppi linguistici presenti in piazza e nell’anniversario del suo storico incontro dell’8 giugno 2014 in Vaticano con i presidenti di Israele e Palestina, ha rilanciato l’iniziativa di preghiera dell’Azione cattolica italiana «un minuto per la pace».

La catechesi del Papa 

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18 gennaio 2018

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