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Il viaggiatore notturno

· Il romanzo ·

In un momento storico in cui i conflitti endemici tra popoli, religioni ed etnie si stanno nuovamente incarnando nella ripetuta violenza sui corpi delle donne come forma di punizione, umiliazione e sottomissione, a dieci anni dall’uscita, ci torna in mente quella misteriosa figura femminile che attraversa il romanzo di Maurizio Maggiani, Il viaggiatore notturno (Feltrinelli, 2005). È «la Perfetta», la ragazza che dal Caucaso si dirige a piedi verso occidente, con una sporta di plastica in mano. Attraversata mezza Europa, arriverà alle porte di Tuzla dove incontrerà — in una situazione drammatica — il protagonista, specialista di migrazioni animali. Cammina sul ciglio «la Perfetta», donna raminga, violentata e seviziata in quanto femmina straniera, che ha in sé la forza di resistere a ciò che gli uomini le impongono. Ripetendo una frase misteriosa — che il protagonista interpreta come un «non mi toccare», simile a quello che Charles de Foucauld scrisse riferendosi alla morte vedendola all’orizzonte — la donna scandisce il suo «no». In apparenza inutile, nella sostanza così sostanziale. (@GiuliGaleotti)

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08 dicembre 2019

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